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Il piu grande campo fotovoltaico d’Europa

...altro che Rovigo no me 'ntrigo...

E’ stato attivato e allacciato alla rete il mese scorso in località San Bellino, provincia di Rovigo, è il più grande impianto d’Europa (70 megawatt) ed è a terra, al posto di 85 ettari di campagna. Mi correggo, gli 85 ettari non erano più campagna da decenni, erano un’area industriale abbandonata. Secondo il Corriere dà lavoro fisso a cento persone (manutenzione) e incasserà qualcosa come 43 milioni di euro l’anno. Non so quanto sia costato ma in genere progetti di questo tipo si ammortizzano in una decina d’anni quindi posso immaginare qualcosa come 400 milioni. Fatto sta che il costruttore, SunEdison, ancor prima di finirlo l’aveva già venduto… Insomma le rinnovabili sono un business, e questo è un bene! Abbiamo bisogno di puntare al tutto rinnovabile, chiudere le centrali tradizionali che eruttano milioni di tonnellate di gas serra (più un sacco di altre schifezze) e passare a questi nuovi sistemi, incentivati dalle nostre bollette. La domanda elettrica infatti non fa che crescere, soprattutto in estate a causa dei condizionatori. Ora agli impianti fv quand’è che producono al massimo? Proprio in estate… Arrivederci al prossimo record.

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Europa 2.0

tutt'altro che un sogno

L’Europa potrebbe portare virtualmente a zero (-95%) le proprie emissioni di gas serra entro metà secolo se solo volesse. Le spese per farlo sarebbero enormi (duemila miliardi di euro) ma comunque inferiori al valore del carburante fossile risparmiato (2650 miliardi) . E’ questo il succo del nuovo rapporto Energy (R)evolution preparato da Greenpeace insieme al Consiglio europeo per l’energia rinnovabile. Lo scenario disegnato dal rapporto, analogamente a quanto già proposto da Scientific American lo scorso novembre, propone una transizione quasi totale del trasporto verso l’elettrico e un enorme aumento della produzione elettrica da fonti quali sole vento e biomasse, insieme a un drastico miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici (che condurrebbe comunque a un calo della domanda complessiva di energia). Il piano richiede anche la realizzazione di una rete elettrica europea completamente interconnessa, che consentirebbe di compensare le variazioni locali di domanda ed offerta di elettricità. I benefici, oltre che economici e climatici, sarebbero enormi anche in termini di indipendenza, sicurezza e salute, aspetto quest’ultimo molto collegato alle modalità di produzione e consumo di energia (l’energia solare non fa venire il cancro mentre quella fossile sì). Da leggere e meditare (speriamo qualcuno lo traduca in italiano per i nostri politici, una sintesi si può scaricare da qui).

La destra inglese e l’ambiente

Cameron e Clegg a Downing street

Per fare il nuovo governo inglese i conservatori e i liberaldemocratici hanno steso un accordo programmatico, qui di seguito la parte ambientale.

Verrà costruita una rete elettrica intelligente e distribuiti contatori intelligenti. Verrà istituito il ritiro a pagamento della corrente autoprodotta e verranno riemessi i certificati verdi per le rinnovabili. Verrà promosso un grande recupero di energia dai rifiuti (digestione anaerobia). Verrà creata una banca per gli investimenti verdi. I risparmi nelle importazioni energetiche verranno destinati al miglioramento della produzione interna. Mantenimento dei certificati di efficienza energetica per gli immobili e abolizione degli altri documenti di compravendita. Misure di sostegno all’energia marina. Imposizione della cattura e stoccaggio della CO2 alle nuove centrali termelettriche a carbone. Costruzione di una rete ferroviaria ad alta velocità. Cancellazione della terza pista programmata per l’aeroporto di Heathrow. Rifiuto di fare nuove piste a Gatwick e Stansted (gli altri due aeroporti londinesi). Sostituzione della tassa per passeggero con quella per volo (scoraggia i voli semivuoti). Fissazione di un prezzo minimo per il carbonio e impegno per convincere la Ue ad attivare pienamente il mercato degli scambi di emissione ETS. Importazione e possesso di legname illegale diventeranno crimini. Promozione degli spazi e corridoi verdi per contrastare la perdita di habitat e di biodiversità. Rete nazionale per la ricarica di veicoli elettrici e ibridi. Investimenti per la cattura e stoccaggio del carbonio in quattro centrali termoelettriche a carbone, e impegno a ridurre del 10% le emissioni del settore pubblico entro 12 mesi. Ampliare lo spazio per le rinnovabili in base alle indicazioni del comitato nazionale sui cambiamenti climatici. Sul nucleare le posizioni sono diverse: i libdem sono contro qualunque nuova centrale mentre i conservatori sono favorevoli alla sostituzione delle vecchie attraverso un nuovo processo di autorizzazione e senza sovvenzioni pubbliche. La discussione sul punto è demandata al parlamento previa presentazione di un piano governativo, con l’accordo che i Libdem si asterranno e che sulla questione non si potrà porre la fiducia.

Un mare di vento

...mare eolicum...

Mentre proseguono a pieno ritmo le installazioni di centrali eoliche marine in prossimità della Danimarca, che vanta il primato di paese più eolico del modo in base alla potenza installata procapite, Le Monde dà notizia di recenti accordi internazionali in corso tra i paesi rivieraschi o prossimi al mare del Nord. Questa zona d’Europa è un autentico scrigno di energia eolica, che potrà essere distribuita dove serve per mezzo di una nuova super rete elettrica internazionale che unirà Belgio,  Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Paesi-Bassi, Svezia e Regno Unito, paesi che nello scorso dicembre 2009 si sono uniti per formare la North Sea Grid Initiative.  Uno degli aspetti più interessanti del nuovo sistema elettrico nordeuropeo è il ruolo di gigantesca “batteria” svolto dal sistema idroelettrico norvegese, che può stoccare l’energia elettrica eolica disponibile in eccesso rispetto alla domanda ripompando l’acqua a monte delle proprie dighe negli impianti idroelettrici per poi rimetterla nella rete alla bisogna, un metodo utilizzato spesso anche in Italia (ma con energia elettrica prodotta… da fonti fossili).

Il volàno è un gran bel gioco…

I volani volano... sottoterra!
I volani volano... sottoterra!

Conservare l’energia elettrica prodotta in eccesso per i momenti in cui la domanda supera l’offerta: è questo il problema principale dei fornitori elettrici, un problema che diventa vitale per sfruttare al massimo la corrente rinnovabile prodotta dai sistemi eolici e solari, che sono attivi solo quando c’è abbastanza vento e sole e non sono azionabili a volontà dagli operatori come una centrale tradizionale. Un sistema molto interessante che si sta affermando commercialmente negli Stati Uniti è quello della conservazione meccanica dell’energia in batterie di grandi volani, rotanti ad alta velocità (fino a 16mila giri/min) e quasi senza attrito, grazie al vuoto e a un sistema a levitazione magnetica, che vengono accelerati quando la corrente è prodotta in eccesso e vengono rallentati per recuperare l’energia quando la domanda è più alta dell’offerta.  In giro c’è del genio, e non solo in Danimarca!