Europa 2.0


tutt'altro che un sogno

L’Europa potrebbe portare virtualmente a zero (-95%) le proprie emissioni di gas serra entro metà secolo se solo volesse. Le spese per farlo sarebbero enormi (duemila miliardi di euro) ma comunque inferiori al valore del carburante fossile risparmiato (2650 miliardi) . E’ questo il succo del nuovo rapporto Energy (R)evolution preparato da Greenpeace insieme al Consiglio europeo per l’energia rinnovabile. Lo scenario disegnato dal rapporto, analogamente a quanto già proposto da Scientific American lo scorso novembre, propone una transizione quasi totale del trasporto verso l’elettrico e un enorme aumento della produzione elettrica da fonti quali sole vento e biomasse, insieme a un drastico miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici (che condurrebbe comunque a un calo della domanda complessiva di energia). Il piano richiede anche la realizzazione di una rete elettrica europea completamente interconnessa, che consentirebbe di compensare le variazioni locali di domanda ed offerta di elettricità. I benefici, oltre che economici e climatici, sarebbero enormi anche in termini di indipendenza, sicurezza e salute, aspetto quest’ultimo molto collegato alle modalità di produzione e consumo di energia (l’energia solare non fa venire il cancro mentre quella fossile sì). Da leggere e meditare (speriamo qualcuno lo traduca in italiano per i nostri politici, una sintesi si può scaricare da qui).

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2 pensieri su “Europa 2.0”

  1. Greenpeace si è dimenticata di scrivere quanti milioni di ettari dovranno essere ricoperti da centrali eoliche o solari industriali per raggiungere tale obiettivo.
    Parlo di centrali industriali perchè si è gia compreso che Greenpeace è fortemente a favore dell’eolico (fotovoltaico) industriale. Ovvero impianti eolici di grandi dimensioni (200 metri di altezza o più) che hanno un grandissimo impatto ambientale. Oppure sterminate distese di pannelli fotovoltaici che ricoprono terreni agricoli.
    Greenpeace è diventata una associazione che sostiene attivamente gli industriali dell’eolico e fotovoltaico (basta dare un’occhiata al suo sito).
    Del tutto legittimo, ma non chiamiamola associazione ambientalista.
    Per favore.

  2. E dai con l’impatto ambientale. L’impatto ambientale è quello delle emissioni di gas serra sul clima oppure quello delle radiazioni nucleari sulla nostra salute e su quella degli altri animali. Per favore non confondere ambiente e paesaggio, che sono cose diversissime (paesaggi meravigliosi possono essere del tutto sterili e paesaggi sgradevoli pullulare di vita).

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