Archivi tag: Metano

Gas di schifo, pardon, di scisto

ma che bella schifezza...

Secondo Wikipedia lo scisto bituminoso (oil shale) è una roccia sedimentaria facile a sfaldarsi, talmente ricca di bitume e altre sostanze organiche fossili, che la si può anche usare direttamente come combustibile. Siccome le fonti fossili tradizionali tendono inevitabilmente a inaridirsi e/o a divenire sempre più difficili e pericolose da raggiungere, ecco che da diversi anni l’industria estrattiva d’oltreoceano ha rivolto la propria attenzione a surrogati quali gli scisti e le sabbie bituminose (Canada) per estrarne petrolio, o i depositi di gas naturale incorporati nello scisto (shale gas dicono gli americani). Sono forme particolarmente sporche di procurarsi l’energia, anche se i sistemi più tradizionali non sono poi così puliti (qualcuno ricorda il golfo del Messico?). Per esempio l’estrazione di gas dagli scisti necessita l’iniezione nel sottosuolo di grandi quantità di acqua mista a sostanze chimiche ad alta pressione (tecnica della frantumazione idraulica, che i soliti americani chiamano fracking) ed è oggetto di forti contestazioni per le ripercussioni ambientali (inquinamento delle falde acquifere, liberazione incontrollata di metano in atmosfera), tanto che per esempio il Quebec ha recentemente sospeso le attività estrattive in attesa di approfondimenti scientifici mentre ieri l’assemblea nazionale ha votato il divieto di questa tecnica estrattiva nel sottosuolo francese. L’impressione in effetti è che stiamo raschiando il fondo del barile e che fondo sia particolarmente schifoso. Meglio il vento e il sole, no?

Annunci

Il clima che cambia spiegato ai ragazzi (7)

Energia senza carbonio, il sole

Il sole fornisce alla terra un’enorme quantità di energia, in un’ora quel che tutta l’umanità consuma in un anno. Catturare anche solo una piccola parte di questo flusso inarrestabile risolverebbe tutti i nostri problemi energetici, e di conseguenza anche quelli climatici. Per il momento le soluzioni principali individuate dagli scienziati e dagli ingegneri sono il pannello solare e il pannello fotovoltaico, due attrezzi completamente diversi tra loro.

Esempio di pannello o collettore solare per riscaldare l'acqua

Continua a leggere Il clima che cambia spiegato ai ragazzi (7)

Il clima che cambia spiegato ai ragazzi (4)

Brucia, petrolio, brucia

Nonostante l’enorme quantità di plastica che viene prodotta, la stragrande maggioranza del petrolio estratto dal sottosuolo è trasformata in carburanti (benzina, gasolio, cherosene ecc.) e bruciata in motori o caldaie. Pensate che ogni giorno nel mondo si consumano 85 milioni di barili di petrolio, ogni barile sono 150 litri circa e quindi facendo due conti si scopre che ogni abitante del pianeta Terra brucia in media quasi due litri al giorno di petrolio!

Continua a leggere Il clima che cambia spiegato ai ragazzi (4)

Il clima che cambia spiegato ai ragazzi (3)

La locomotiva Rocket di Stevenson

Motori climatici

Dopo aver introdotto nella prima puntata il riscaldamento climatico, e nella seconda l’effetto serra e l’anidride carbonica, veniamo alla domanda centrale, perché nell’atmosfera questo benedetto gas serra continua a crescere?

La “colpa” è degli inventori, in particolare degli inventori di motori. Fino a due o tre secoli fa tutto si faceva a mano o a piedi, al massimo sfruttando la forza degli animali da tiro. La costruzione di qualunque oggetto costava sudore, per non parlare dell’agricoltura e degli spostamenti, che solo i più ricchi potevano fare in carrozza o a cavallo, e che tutti gli altri facevano camminando per ore o giorni.

Continua a leggere Il clima che cambia spiegato ai ragazzi (3)

Le balle di Sorgenia

...eccola qua l'energia "sensibile" di Sorgenia a Vado Ligure...

Ascoltare la pubblicità di Sorgenia ogni mattina su Radio Popolare è come un massaggio auricolare, una voce soft ci conferma che quella di Sorgenia è “energia sensibile”, e uno si immagina qualcosa di pulito ed evanescente, proprio quello che ci vuole per affrontare la giornata… Potenza della propaganda! In verità questa azienda dell’ing. cav. Carlo De Benedetti (proprietario di Repubblica ed Espresso, i media cartacei più letti a sinistra) produce energia elettrica quasi solo bruciando gas, come si legge nel loro sito, che (bontà loro) descrive dettagliatamente la rete di centrali che possiedono. Hanno infatti in attività quattro centrali termoelettriche per complessivi circa 3700 megawatt e altre tre in costruzione per altri 2300 circa. Poi hanno una pletora di impianti rinnovabili (idro, solare ed eolico) di taglia minuscola o molto piccola che complessivamente fanno circa 100 megawatt, compresi quelli in costruzione. Sulla mappa però i tanti puntini “rinnovabili” hanno l’effetto di predominare sui cari vecchi bruciatori. Facendo i conti le rinnovabili di Sorgenia costituiscono meno del due per cento (1,6%) della potenza installata e/o in via di installazione. Una bella pennellata di verde su una montagna di anidride carbonica, alla faccia della sensibilità! Naturalmente rispetto a Enel Sorgenia è una nana, sia per potenza che per emissioni, ma non per le balle però!

Obama, dacci un taglio!

La strada è stretta ma bisogna andare avanti...
La strada è stretta ma bisogna andare avanti...

Se anche il Senato americano approverà la nuova linea di Obama sulle emissioni (il che non è mica detto…), gli Stati Uniti dovrebbero adottare un obiettivo di taglio del 17% delle emissioni di CO2 entro il 2020, da calcolarsi partendo non dal 1990 ma dal 2005. In quell’anno le emissioni Usa si aggiravano intorno ai 6 miliardi di tonnellate, il 17% in meno significa quindi un taglio di 1 miliardo di tonnellate, da realizzarsi attraverso il ricorso a diminuzioni dei consumi e adozione di fonti rinnovabili (soprattutto vento). Si tratta di un’inversione di rotta totale rispetto all’era Bush, nella quale neppure si riconosceva l’esistenza del problema climatico e ogni possibile discorso di tagli alle emissioni veniva visto come un attentato alla cosiddetta “american way of life” che chissà perché deve per forza significare spreco sistematico di energia e materiali. Non siamo del tutto ingenui e sappiamo bene che ogni taglio ai consumi energetici implica un altrettanto evidente taglio negli immensi profitti delle compagnie petrolifere (non dimentichiamo che, crisi o non crisi, Exxon è sempre l’azienda più redditizia del pianeta). In ogni caso, per quanto grande possa apparire questa svolta, siamo di fronte a un passo decisamente insufficiente: se in Europa riusciamo a “sopravvivere” piuttosto bene con dieci tonnellate di emissioni l’anno a persona non si capisce perché non possano fare lo stesso anche gli americani, e in questo caso il taglio potrebbe essere del 50%, dato che il loro standard (fino al 2008) era di venti tonnellate a testa, cioè il doppio di noi. Naturalmente un taglio di questo genere implicherebbe una serie di scelte ben più impegnative che la semplice sostituzione dei SUV con auto normali di stile Fiat o il passaggio dal carbone al gas naturale nelle centrali elettriche. Per esempio pensiamo ai trasporti pubblici tra le città, che negli Usa sostanzialmente significano aerei, pullman e treni a nafta, mentre in Europa significano soprattutto treni elettrici. Per poter tagliare significativamente i voli aerei e i pullman gli Usa dovrebbero investire in una rete ferroviaria intercity ad alta velocità e in tranvie leggere ad uso dei pendolari e delle connessioni più  brevi. Comunque a giudicare da questa notizia dalla casa Bianca anche su questi argomenti Barack è ferrato…

Benvenuto CliMario

Unaltro dizionario...
Un altro dizionario...

Un po’ per noia e un po’ per passione ho aggiunto a Pianetaserra una nuova pagina, un dizionario climatico che speriamo risulti utile ai miei (pochi) lettori. Si chiama CliMario e per ora contiene qualche decina di voci, tutte interconnesse, secondo la logica dell’ipertesto. La cosa è nata dalla constatazione che opere simili in circolazione sul web contengono diversi svarioni, che per carità di patria non cito. E visto che nessuno è senza peccato a questo punto dichiaro aperto anche CliMario per la caccia all’errore. Buona consultazione!