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Fulvio Conti: più lo pagano più le spare grosse

"...finché ci sono io stai tranquillo, dopo non lo so..."

Chi è Fulvio Conti dovrebbero saperlo tutti, è il capo dell’Enel, l’ex ente elettrico che ormai da molti anni è una società per azioni il cui più grosso azionista è lo stato italiano, cioè tutti noi. Secondo i dati diffusi in internet i suoi introiti annuali come amministratore delegato vanno verso i tre milioni di euro (per la precisione 2.620.794€), tutti estratti dalle bollette. Ebbene questo ricco ed elegante signore ha recentemente e pubblicamente fatto chiaramente capire in un’intervista che a lui del referendum non gliene può fregare di meno. Lui resta un fervente sostenitore del nucleare e lo va a fare all’estero. Lui resta un fervente sostenitore del carbone e lo vuole usare a Porto Tolle, in pieno delta del Po, con fantomatiche procedure di cattura e stoccaggio della CO2. Lui vuole un altro bel rigassificatore a Porto Empedocle. In sostanza è l’uomo sbagliato al posto sbagliato. Sarebbe altamente auspicabile per il bene di noi tutti che al più presto venga cacciato via, con un’ottima liquidazione naturalmente. E che a dirigere l’Enel ci vada finalmente qualcuno che ci capisce di energie rinnovabili.

Inquinamento: il carbone ci salverà?

...l'inquinamento della Val Padana, visto dallo spazio...

Sta per cambiare la mega centrale termoelettrica di Porto Tolle, nel bel mezzo del parco naturale del delta del Po. Un lungo processo di riconversione (previsti cinque anni di lavori) consentirà all’Enel di passare dall’olio combustibile al carbone, riducendo alquanto la potenza dell’impianto, che dai 2600 attuali scenderà a 2000 megawatt. L’impianto dovrebbe anche prevedere la cattura di parte della CO2 emessa e il suo stoccaggio sotto il mare Adriatico in collaborazione con Eni. Recentemente la società bolognese Nomisma Energia ha presentato uno studio teso a mostra i vantaggi che questa riconversione a carbone dovrebbe presentare per la qualità dell’aria della Val Padana, notoriamente tra le più inquinate del pianeta. In attesa di leggere i dettagli dello studio sembra di capire che Enel intende promuovere un maggiore uso della corrente elettrica (che evidentemente produrrà in sovrappiù rispetto alla domanda) sia nel riscaldamento che nei trasporti. Ora è senza dubbio vero che per migliorare la qualità dell’aria padana sarebbe meglio ridurre anche drasticamente la combustione di gasolio e metano (ma anche l’incenerimento di rifiuti)  e passare all’elettrico, ma bisogna che quest’ultimo sia prodotto da fonti pulite come il sole e il vento, non certo dallo sporchissimo carbone. In ogni caso sulla riconversione a carbone di Porto Tolle e sulla relativa autorizzazione da parte del Veneto (oliata da un mare di soldi) pende un’inchiesta della magistratura di Rovigo e fervono le proteste (di segno opposto) ambientaliste e sindacali. (con info di Marco Cervino)

La destra inglese e l’ambiente

Cameron e Clegg a Downing street

Per fare il nuovo governo inglese i conservatori e i liberaldemocratici hanno steso un accordo programmatico, qui di seguito la parte ambientale.

Verrà costruita una rete elettrica intelligente e distribuiti contatori intelligenti. Verrà istituito il ritiro a pagamento della corrente autoprodotta e verranno riemessi i certificati verdi per le rinnovabili. Verrà promosso un grande recupero di energia dai rifiuti (digestione anaerobia). Verrà creata una banca per gli investimenti verdi. I risparmi nelle importazioni energetiche verranno destinati al miglioramento della produzione interna. Mantenimento dei certificati di efficienza energetica per gli immobili e abolizione degli altri documenti di compravendita. Misure di sostegno all’energia marina. Imposizione della cattura e stoccaggio della CO2 alle nuove centrali termelettriche a carbone. Costruzione di una rete ferroviaria ad alta velocità. Cancellazione della terza pista programmata per l’aeroporto di Heathrow. Rifiuto di fare nuove piste a Gatwick e Stansted (gli altri due aeroporti londinesi). Sostituzione della tassa per passeggero con quella per volo (scoraggia i voli semivuoti). Fissazione di un prezzo minimo per il carbonio e impegno per convincere la Ue ad attivare pienamente il mercato degli scambi di emissione ETS. Importazione e possesso di legname illegale diventeranno crimini. Promozione degli spazi e corridoi verdi per contrastare la perdita di habitat e di biodiversità. Rete nazionale per la ricarica di veicoli elettrici e ibridi. Investimenti per la cattura e stoccaggio del carbonio in quattro centrali termoelettriche a carbone, e impegno a ridurre del 10% le emissioni del settore pubblico entro 12 mesi. Ampliare lo spazio per le rinnovabili in base alle indicazioni del comitato nazionale sui cambiamenti climatici. Sul nucleare le posizioni sono diverse: i libdem sono contro qualunque nuova centrale mentre i conservatori sono favorevoli alla sostituzione delle vecchie attraverso un nuovo processo di autorizzazione e senza sovvenzioni pubbliche. La discussione sul punto è demandata al parlamento previa presentazione di un piano governativo, con l’accordo che i Libdem si asterranno e che sulla questione non si potrà porre la fiducia.

Ce l’abbiamo messa, e ora ce la togliamo…

Ne basta qualche migliaio e siamo a posto
Ne basta qualche migliaio e siamo a posto

Abbiamo sentito parlare da molte parti della cattura e stoccaggio di anidride carbonica come una soluzione “quasi pronta” per eliminare le emissioni delle grandi centrali a carbone o di altri impianti molto inquinanti. Anche nell’ipotesi che il ccs funzioni davvero, resta il problema di cosa fare delle emissioni diffuse (trasporti, case ecc.) e delle emissioni passate, che hanno portato la CO2 atmosferica alla poco raccomandabile concentrazione attuale di 387 ppm (in aumento). Il ricercatore canadese David W. Keith una soluzione per questo problema ce l’ha: si chiama soda caustica, o per i chimici idrossido di sodio. Con questa sostanza e con uno speciale pentolone di cui ha messo a punto già alcune versioni il fisico Keith ritiene di poter fare molto. Ne parla diffusamente sulla sua pagina nel sito dell’università di Calgary dove lavora, dalla quale si possono scaricare i suoi numerosi articoli sull’argomento (e su molti altri, tutti interessantissimi per la verità). Nello scorso gennaio New Scientist aveva pubblicato un’interessante rassegna sulla rimozione diretta della CO2 dall’aria. Se volete una copia del pezzo (ad uso personale) scrivetemi.