CliMario – il dizionario del clima

Adattamento

Nel gergo climatico l’adattamento consiste nell’individuare in ogni settore di attività i potenziali rischi e impatti determinati dai cambiamenti climatici in corso e previsti, e nell’attuare misure per contenerli. Ipcc dedica a questo tema l’intero secondo volume del proprio rapporto di valutazione.

Aerosol

Dispersione di particelle di diversa origine (polline, fuliggine, cristalli di sale, sabbia ecc.) in atmosfera. La presenza di aerosol altera le proprietà ottiche dell’aria rendendola meno trasparente alla luce solare. Le conseguenze climatiche dell’aerosol sono quindi di contrasto all’effetto dei gas serra.

Agricoltura

Produzione di cibo, fibre tessili e (recentemente) energia (etanolo, biogas, biomassa), per mezzo di piante coltivate e animali d’allevamento. Le emissioni serra dell’agricoltura intensiva, caratterizzata da alti rendimenti, derivano soprattutto dalla produzione e uso degli indispensabili concimi di sintesi (CO2 e protossido d’azoto) e dalla meccanizzazione di tutte le operazioni agricole (CO2), oltre che dagli allevamenti di bovini e dalle risaie (metano). Tutto il sistema agroalimentare necessita in effetti di alte quantità di energia, basti pensare a quanti mesi passa in frigorifero una mela raccolta in agosto e messa in vendita nel giugno successivo. L’agricoltura è anche per sua natura molto soggetta alle conseguenze (non sempre negative) del cambiamento climatico, al quale deve continuamente adattarsi con nuove specie e varietà, irrigazione ecc.

Anidride carbonica

Gas presente in tracce nell’atmosfera, denominato più correttamente biossido di carbonio e formato da due atomi di ossigeno e uno di carbonio (CO2). Di importanza essenziale per la vita delle piante, che la assimilano per fotosintesi, e degli animali che di esse si nutrono. È anche un importante gas serra che si libera nelle combustioni e la cui concentrazione atmosferica si è portata dal livello di 280 parti per milione (ppm) dell’epoca preindustriale alle attuali 385 ppm. Il tasso attuale di aumento della CO2 sfiora le 2 ppm l’anno, destando la preoccupazione internazionale per le temute conseguenze climatiche sulla temperatura del pianeta, che appare anch’essa in aumento e che secondo le proiezioni dell’Ipcc potrebbe salire di diversi gradi entro fine secolo se non verranno rapidamente e drasticamente limitate le emissioni antropiche della CO2 e degli altri gas serra.

Atmosfera

Insieme di gas che circondano la superficie di un pianeta. Quella terrestre è composta per il 78% di azoto, per il 21% di ossigeno e per il restante 1% di gas minori, ai quali vanno aggiunte percentuali variabili tra 1 e 5% di vapore acqueo. Sulla Terra partendo dal basso l’atmosfera è convenzionalmente suddivisa dai meteorologi in troposfera, stratosfera, ionosfera, esosfera.

Benzina

Carburante ricavato dalla distillazione del petrolio. La combustione di un litro di benzina genera circa 35 MJ di energia e dà luogo all’emissione di circa 2,3 kg di anidride carbonica.

Biochar

Neologismo inglese (pronuncia baiociàr) che indica la carbonella vegetale ottenuta per pirolisi dal legname e da residui vegetali. L’incorporazione nel suolo di questo materiale, oltre a migliorarne le caratteristiche agronomiche, consente di sequestrare definitivamente l’anidride carbonica assimilata dalle piante i cui tessuti vengano trasformati in carbonella. Secondo alcuni studiosi la produzione di biochar andrebbe incoraggiata e diffusa in tutti gli ambiti agricoli, dato che dal processo pirolitico si può ricavare energia senza emissioni di carbonio e che questa sostanza potrebbe efficacemente diminuire se non cancellare le emissioni del settore agricolo.

Biogas

Metano ottenuto per digestione anaerobia di vegetali e deiezioni animali. Utilizzato per la generazione rinnovabile di calore ed elettricità. Fortemente discutibile la coltivazione di terreni agricoli al solo scopo di produrre vegetali per il biogas.

Biomassa

Legname e altro materiale vegetale utilizzato per la combustione in apposite centrali per la generazione di calore e/o elettricità. L’effettiva utilità climatica di queste centrali è da dimostrarsi caso per caso tenendo conto dell’origine della biomassa (per esempio c’è una sostanziale differenza se essa consiste di scarti da produzione locale di legname o invece deriva dalla distruzione incontrollata di foreste tropicali). Importante anche la valutazione dell’inquinamento atmosferico derivante dalle centrali stesse.

Calore

Forma di energia ricollegabile alla velocità di movimento delle molecole in un fluido o di vibrazione delle stesse in un solido. La trasmissione del calore è regolata dalla temperatura dei corpi e può avvenire per conduzione, cioè passaggio diretto per contatto tra corpi a diversa temperatura, convezione, per mezzo di flussi turbolenti d’aria, e irraggiamento, cioè emissione di radiazione nell’infrarosso.

Carbone

Minerale solido di origine organica molto ricco di carbonio, ricavato dal sottosuolo in diverse forme (antracite, litantrace ecc.), oppure ottenuto per pirolisi del legname (carbonella vegetale). Un tempo molto utilizzato per la produzione di calore e di vapore è ora soprattutto utilizzato in grandi quantità per la produzione di energia elettrica. Si tratta di un prodotto molto inquinante la cui combustione rilascia grandi quantità di anidride carbonica (3 kg di CO2 per kg di carbone) e metalli pesanti assai dannosi per l’ambiente e la salute umana. L’estrazione di carbone da miniere sotterranee ha dato luogo, e dà tuttora luogo, a incidenti gravissimi in cui hanno perduto la vita migliaia di minatori. La produzione globale di carbone si aggira sui 7 miliardi di tonnellate di cui quasi 3 prodotti in Cina e 1,1 negli Usa (dati 2007).

Carbonio

Elemento chimico alla base della vita caratterizzato da peso atomico 12 (ne esiste anche un importante isotopo di peso atomico 14) e da grande capacità di combinazione con se stesso e con altri elementi. Un’intera branca della chimica ne studia le reazioni (chimica organica) anche al fine di sviluppare prodotti di sintesi quali benzine, plastiche ecc.

Clima

Insieme delle condizioni atmosferiche che caratterizzano una zona della Terra, determinato principalmente dalla latitudine, dalla quota, dall’esposizione e dalla distanza dal mare. Secondo l’Omm le condizioni climatiche normali e la variabilità climatica di un sito debbono essere stabiliti elaborando i dati climatici (temperature, precipitazioni, vento ecc.) raccolti in almeno un trentennio di rilevazioni effettuate in stazioni di misura collocate secondo opportune regole. Il clima della Terra non è costante, come mostrano sia i dati più recenti che i reperti geologici, i quali testimoniano di antiche glaciazioni, l’ultima delle quali si è conclusa circa 12mila anni fa. Causa di mutamenti climatici regolari sono le oscillazioni orbitali della Terra intorno al Sole (cicli di Milankovitch) e le variazioni della costante solare. Effetti climatici rilevanti possono avere le grandi eruzioni vulcaniche, che iniettano grandi quantità di aerosol nella stratosfera, e in misura minore l’impatto di meteoriti. Con la rivoluzione industriale, e in particolare a partire dal secondo dopoguerra, rilevantissime quantità di anidride carbonica e altri gas serra sono stati rilasciati in atmosfera per la produzione di energia e per la deforestazione tropicale, causando con ottima probabilità le variazioni climatiche cui stiamo assistendo, consistenti essenzialmente nell’aumento della temperatura globale, nello scioglimento di ghiacciai e permafrost, nel sollevamento del livello oceanico, nell’aumento dell’intensità di eventi estremi quali uragani, alluvioni e siccità.

Costante solare

Flusso di radiazione solare che raggiunge ogni secondo un metro quadro di superficie disposta perpendicolarmente ai raggi solari alla distanza della Terra dal Sole. È pari a 1367 W m-2, con deboli oscillazioni dovute al livello di attività solare, ricollegabile al numero di macchie solari che ciclicamente appaiono sulla sua superficie.

Deforestazione

Abbattimento incontrollato delle foreste soprattutto tropicali (Amazzonia, Indonesia, Congo ecc.) , diffuso comunque anche in foreste temperate (es. Stati Uniti, Canada e Russia). Oltre al rilascio di anidride carbonica dovuto alla combustione del legname la deforestazione tropicale provoca l’emissione in atmosfera di grandi quantità di carbonio in precedenza sequestrate nei terreni forestali messi a coltura. Il fenomeno della deforestazione tropicale appare al momento inarrestabile ed è la principale causa di cambiamento climatico globale dopo la produzione di energia da fonti fossili. Gravissime le conseguenze anche sulla biodiversità e sulle popolazioni indigene.

Effetto serra

Effetto di aumento della temperatura di equilibrio della superficie terrestre dovuto alla presenza in aria dei gas serra. Senza l’effetto serra la superficie della Terra si troverebbe ad una temperatura media di circa -18 °C, simile a quella della Luna, invece che all’attuale livello di circa 14 °C.

Elettricità

Utilissima forma di energia ricavata dal movimento di elettroni in conduttori metallici. Lo sfruttamento sistematico dell’energia elettrica ha avuto inizio nell’Ottocento trasformando in elettricità per mezzo di turbine l’energia di caduta dell’acqua in montagna (centrali idroelettriche). Attualmente l’energia elettrica viene prodotta soprattutto bruciando fonti fossili (carbone, gas naturale, olio combustibile) in centrali termoelettriche. Altre fonti elettriche minori sono le centrali elettronucleari, dove l’energia viene prodotta sfruttando la fissione atomica dell’uranio, le centrali eoliche, che trasformano in corrente l’energia cinetica del vento, le centrali geotermiche, che trasformano in elettricità il calore che si sprigiona per motivi naturali dal sottosuolo, le centrali solari, suddivise in fotovoltaiche, termodinamiche ecc. L’elettricità può essere immagazzinata in piccole quantità in batterie, ma il grosso della sua produzione deve avvenire contemporaneamente all’uso, di qui la necessità di realizzare reti elettriche estese e capillari per trasportare la corrente dalle centrali ai numerosissimi luoghi di consumo.

Emissione

Il termine si riferisce ai gas serra immessi in atmosfera direttamente o indirettamente a causa delle attività umane, in particolare per il consumo di energia, l’agricoltura e il disboscamento tropicale. Il livello attuale di emissioni espresso in equivalente di anidride carbonica è pari a 30 miliardi di tonnellate l’anno, un livello considerato circa doppio della capacità naturale di assorbimento degli oceani e della vegetazione. La distribuzione delle emissioni pro-capite testimonia la disuguaglianza tra diversi gruppi umani, si passa infatti dalla media di circa 0,5 t/anno degli africani alle 5 dei cinesi, alle 10 degli europei fino alle 20 di americani e australiani. Il record di emissione appartiene comunque agli abitanti dei paesi arabi del Golfo, con livelli di oltre 60 t/anno.

Energia

Misurata in joule (J), è la capacità di compiere lavoro (cioè per esempio di mettere in moto oggetti pesanti o di riscaldare un fluido). La fonte primaria di energia sulla Terra è la radiazione solare, che riscaldando gli oceani genera l’evaporazione e quindi mantiene attivo il ciclo dell’acqua e induce la vasta gamma dei fenomeni meteorologici. Il riscaldamento diseguale della superficie terrestre da parte della radiazione solare è anche all’origine dei venti, delle correnti oceaniche e delle diversità climatiche. L’uomo ha utilizzato per lungo tempo (e continua ancora a usare) come fonte energetica il legname, prodotto dalle piante utilizzando l’energia solare e l’anidride carbonica atmosferica. Da circa due secoli si è affermato l’uso di fonti energetiche fossili quali petrolio, carbone e gas naturale, che hanno comunque una remota origine vegetale e dunque solare. Per ricavare energia da queste fonti si ricorre alla combustione, processo che necessita di ossigeno e che genera l’emissione di anidride carbonica. L’energia elettrica è misurata in unità diverse dal joule, tra le quali citiamo i wattora (Wh, pari a 3600 J) e i loro multipli kWh (chilowattora, pari a mille Wh), GWh (gigawattora, un miliardo di Wh), TWh (terawattora, mille GWh). In ambito economico l’energia si esprime anche in Tep (tonnellate equivalenti di petrolio, pari ciascuna a circa 11,6 MWh).

Equatore

Cerchio massimo perpendicolare all’asse della rotazione terrestre ed equidistante dai poli. È lungo circa 40mila km e divide la Terra in due emisferi, quello boreale (Nord) e quello australe (Sud).

Etanolo

Alcool ottenuto per distillazione di prodotti agricoli ad elevato contenuto zuccherino, utilizzato anche in autotrazione. Recenti studi hanno mostrato che questo impiego è sensato solo se l’etanolo deriva dalla canna da zucchero, in tutti gli altri casi (mais ecc.) le emissioni di gas serra equivalgono o sono addirittura superiori a quelle di anidride carbonica dei combustibili fossili. Le sovvenzioni alla produzione di bioetanolo sono anche controproducenti sul fronte dei prezzi agricoli, con conseguenze drammatiche per i consumatori più poveri.

Evaporazione

Passaggio dell’acqua dallo stato liquido a quello di vapore. Comporta la disponibilità di rilevanti quantità di energia, corrispondenti a 2,4 MJ/kg (calore latente di evaporazione). Il passaggio inverso, detto condensazione, genera il rilascio della stessa quantità di energia.

Frequenza

Numero di onde che passano per un punto nell’unità di tempo. Si misura in hertz (Hz). È l’inverso del periodo ed è pari al rapporto tra lunghezza d’onda e velocità della radiazione.

Gas serra

Gas atmosferici in grado di assorbire e riemettere radiazione infrarossa. I gas serra sono all’origine dell’effetto serra. I più importanti sono il vapore acqueo, l’anidride carbonica e il metano. Altri gas serra regolati dalla convenzione quadro sui cambiamenti climatici (Unfccc) sono: protossido d’azoto, perfluorocarburi (PFC), idrofluorocarburi (HFC), esafluoruro di zolfo (SF6).

Gasolio

Carburante oleoso ottenuto dal petrolio. La combustione di un litro di gasolio dà luogo alla produzione di circa 38 MJ di energia e all’emissione di circa 2,8 kg di anidride carbonica.

Glaciazione

Periodo freddo nel quale la superficie della Terra si ricopre di grandi quantità di ghiacci, con l’estensione delle calotte polari verso sud e l’aumento dei ghiacciai montani.

Infrarosso

Porzione invisibile dello spettro elettromagnetico caratterizzato da lunghezza d’onda maggiore di quella rossa, fino alle microonde escluse.

Ipcc

Comitato intergovernativo per i cambiamenti climatici (Intergovernmental panel for climate change). Organismo scientifico cooperativo, fondato nel 1988 e finanziato dall’Onu, tramite l’Unep e l’Omm, che passa in rassegna la letteratura climatologica mondiale, disegna scenari di emissioni antropiche di gas serra e rilascia proiezioni sul futuro del clima terrestre. Emette con periodicità irregolare dei rapporti di valutazione, il quarto è stato pubblicato nel 2007.

Latitudine

Distanza angolare dall’equatore.

Luce

Porzione visibile dello spettro elettromagnetico caratterizzato da frequenze comprese tra 400 e 700 nanometri (nm).

Lunghezza d’onda

Distanza tra il picco di un’onda e quello dell’onda successiva.

Metano

Gas formato da molecole di carbonio e idrogeno (CH4) che si trova nel sottosuolo miscelato ad altri gas a formare il gas naturale, molto utilizzato per la produzione di energia. Il metano in atmosfera è un importante gas serra la cui efficacia è 23 superiore a quella dell’anidride carbonica. La concentrazione di metano atmosferico appare in aumento (1700 parti per miliardo, o ppb, contro le 600 preindustriali), le fonti di emissione sono agricole (ruminanti, risaie), le discariche di rifiuti e i bacini asfittici quali paludi e laghi artificiali a monte degli impianti idroelettrici. Imponenti quantità di metano sono imprigionate nel permafrost e si potrebbero liberare in modo incontrollato ove questo continuasse a sciogliersi. La combustione di un metro cubo di gas metano comporta l’emissione di circa 2 kg di CO2.

Meteorologia

Scienza che studia l’atmosfera, principalmente allo scopo di prevederne i fenomeni.

Mitigazione

Nel gergo climatico la m. consiste nell’individuare ed attuare i migliori metodi per diminuire le emissioni in atmosfera di gas serra in maniera da ridurre l’impatto antropico sul clima del pianeta. Ipcc dedica a questo tema l’intero terzo volume del proprio rapporto di valutazione.

Nube

Ammasso di goccioline d’acqua e/o di cristalli di ghiaccio sospeso in aria. L’origine delle nubi deriva dalla condensazione del vapore acqueo che può essere indotta dal sollevamento di una massa d’aria umida e dal suo conseguente raffreddamento. Un ruolo essenziale nella formazione delle nubi formano i cosiddetti nuclei di condensazione (aerosol), che attivano la condensazione stessa e che possono consistere di particelle di sale sugli oceani oppure di pulviscolo di diverse origini. La formazione di nubi può accadere in corrispondenza di rilievi montuosi oppure nei fronti, dove si scontrano masse d’aria diverse per origine, temperatura e umidità. Le nubi aumentano notevolmente la riflessione all’indietro della radiazione solare e dunque raffreddano le zone sottostanti, sono però anche in grado di intercettare la radiazione infrarossa emessa dalla Terra e il loro ruolo climatico è dunque molto complesso. Le nubi precipitanti danno luogo a piogge, grandinate e nevicate, costituendo così un elemento essenziale del ciclo dell’acqua sul pianeta.

Oceano

Gli oceani sono masse d’acqua salata che coprono il 70% della superficie terrestre con profondità che superano i 10mila m nella fossa delle Marianne. Con le grandi correnti che li animano costituiscono un elemento fondamentale di regolazione climatica planetaria. Il loro livello è in aumento di circa 3 mm/anno per la dilatazione conseguente al riscaldamento. Il sollevamento è in parte dovuto all’ingresso di acque dolci derivanti dallo scioglimento dei ghiacciai montani e soprattutto del permafrost contenuto nei terreni della Siberia e del Canada. L’eventuale  scioglimento dei ghiacci della Groenlandia comporterebbe un sollevamento oceanico di ben 6 metri, che diventerebbero 70 se si sciogliesse anche tutto il ghiaccio antartico. Un altro fenomeno in corso, connesso con l’assorbimento di crescenti quote di anidride carbonica da parte degli oceani è la loro progressiva acidificazione, che li rende sempre meno ospitali per molti organismi come coralli e molluschi.

Omm

Organizzazione meteorologica mondiale, fa parte dell’Onu dall 1951, con sede a Ginevra, Svizzera. Regola la raccolta dei dati meteorologici e climatici e gli scambi dei dati stessi. Presiede insieme all’Unep all’organizzazione ed al finanziamento dell’Ipcc. In inglese la sigla è Wmo (World meteorological organization).

Onu

Organizzazione delle nazioni unite, con sede a New York (Usa).

Ossigeno

Gas chimicamente molto reattivo, presente nell’atmosfera terrestre in notevole quantità (21% del volume), originatosi e mantenuto in queste proporzioni per via biologica, a causa della fotosintesi clorofilliana delle piante e delle alghe. È indispensabile per la combustione e utilizzato anche dagli organismi viventi per produrre energia attraverso l’ossidazione delle sostanze nutritive.

Periodo

Durata del passaggio di un’intera lunghezza d’onda in un punto. È l’inverso della frequenza.

Permafrost

Neologismo scientifico che indica il terreno gelato in permanenza che si trova nelle zone artiche della Siberia e del Canada. Lo scongelamento del permafrost per l’aumento delle temperature in quelle zone provoca notevoli conseguenze sia sui deflussi di acqua dolce verso l’Oceano Artico che per la stabilità dei terreni e delle opere umane (case, strade) che su di esso si appoggiano. Molti autori paventano il rilascio di grandi quantità di CO2 e metano in atmosfera a causa dello scioglimento del permafrost, il che potrebbe comportare l’attivazione di un riscaldamento globale incontrollabile.

Petrolio

Fluido di origine organica reperibile nel sottosuolo e talvolta affiorante, dalla cui distillazione e trasformazione chimica si ricavano numerosissimi composti di importanza energetica (benzine, gasolio, oli combustibili ecc.) e materiali molto diversificati tra loro (bitume, plastiche). Lo sfruttamento industriale del petrolio ha avuto inizio nell’Ottocento e ha conosciuto un’enorme espansione dal secondo dopoguerra. Il consumo attuale (2009) del petrolio si aggira infatti intorno agli 85 milioni di barili al giorno. Un barile equivale a circa 150 litri. Molti studiosi temono che la disponibilità di petrolio si stia avvicinando a un picco oltre il quale la sua disponibilità comincerà a diminuire rapidamente. Secondo alcuni il picco è già stato raggiunto.

Pianta

Le piante sono organismi pluricellulari capaci, in presenza di luce solare, di assorbire anidride carbonica dall’aria e di trasformarla in zuccheri (reazione di fotosintesi clorofilliana, processo di produzione primaria). Nel processo le piante perdono grandi quantità di acqua sotto forma di vapore (traspirazione), acqua che esse si procurano dal terreno, dove si trova l’acqua delle precipitazioni e, nelle pianure, quella delle falde sotterranee. Le piante sono dunque al centro del ciclo del carbonio, di quello dell’acqua e di quello della vita, dato che di esse si nutrono gli organismi erbivori, incapaci di produzione primaria.

Pirolisi

Processo di trasformazione chimica di tessuti organici e di altri materiali che avviene in assenza di ossigeno e ad alte temperature. Un esempio di primitiva pirolisi è costituita dalle carbonaie, dove masse di legname vengono trasformate in carbone vegetale. Apparecchi pirolitici (pirolizzatori) molto efficienti e di diverse dimensioni sono ora disponibili sul mercato.

Polo

Punto di intersezione tra l’asse della rotazione terrestre e la superficie del pianeta.

Precipitazione

Fenomeno atmosferico consistente nella caduta al suolo di acqua liquida (pioggia) e/o solida (grandine, neve) proveniente dalle nubi. La media globale delle precipitazioni si aggira attorno a 1000 mm l’anno, corrispondenti a una tonnellata d’acqua al metro quadro. Zone molto aride come i deserti hanno precipitazioni medie annue inferiori a 100 mm, mentre zone molto piovose, tipicamente rilievi esposti a masse d’aria umida di origine marina, possono superare i 3000 mm/anno. Sulla terraferma l’acqua di precipitazione può defluire in superficie formando fiumi e laghi, infiltrarsi in profondità alimentando le falde, evaporare direttamente dai suoli umidi o attraverso le piante (traspirazione).

Protocollo di Kyoto

Trattato internazionale, attuativo della convenzione quadro sui cambiamenti climatici, che prevede la diminuzione delle emissioni di gas serra nei paesi firmatari e il ritorno a livelli inferiori a quelli del 1990 entro il quinquennio 2008-12. Per l’Italia il protocollo prevede la diminuzione del 6,2% delle emissioni serra rispetto al 1990, un livello leggermente superiore a quello generale del protocollo (-5,2%) ma inferiore a quello complessivo dell’Unione europea, che si colloca a -8%. Il protocollo è entrato in vigore all’inizio del 2005 con la ratifica da parte della Russia, che ha consentito di raggiungere i 55 paesi ratificanti e il 55% delle emissioni oggetto di riduzione. Gli Stati uniti e altri paesi industrializzati, che pure avevano firmato la convenzione quadro e il protocollo, si sono successivamente rifiutati di ratificarlo, temendo ripercussioni troppo forti sul proprio sistema industriale. Oltre alla riduzione vera e propria delle emissioni il protocollo, oggetto all’epoca di una faticosa trattativa, prevede complessi meccanismi di scambio (Emission trading) e sconto di quote di emissione in cambio di realizzazione di progetti energetici puliti in paesi terzi (Clean development mechanism) oppure in attuazione congiunta (Joint implementation) tra paesi sottoscrittori e paesi terzi. Il protocollo pur costituendo il primo esempio concreto di uno sforzo internazionale teso alla riduzione delle emissioni serra è ritenuto da più parti largamente insufficiente all’obiettivo di contenere l’aumento termico globale entro i due gradi al 2100 e dovrebbe essere seguito da nuovi accordi molto più stringenti, che coinvolgano anche gli Usa e paesi di recente industrializzazione e forti emettitori come la Cina, in sede della conferenza di Copenaghen (dicembre 2009).

Protossido d’azoto

Gas serra formato da azoto e ossigeno (N2O) detto anche gas esilarante, utilizzato anche in medicina come anestetico. Si libera in atmosfera in conseguenza delle concimazioni azotate dei campi coltivati. È un gas serra molto potente (circa 300 volte più efficace della CO2) regolato dalla Convenzione sul clima.

Radiazione

Campo elettromagnetico ondulatorio in grado di spostarsi alla velocità costante di 300mila km/s nel vuoto. Caratterizzata da lunghezza d’onda, periodo, frequenza, ampiezza e fase, trasporta quantità di energia proporzionali alla frequenza.

Sole

Stella intorno alla quale ruota il pianeta Terra, a una distanza media di circa 150 milioni di km (Unità astronomica). Dal Sole giunge sulle Terra un flusso continuo di radiazione la cui entità, pur essendo definita come costante solare, in effetti varia debolmente nel tempo, con periodicità circa ventennale, seguendo il ciclo delle macchie solari. Il Sole emette anche in modo variabile nel tempo quantità di materia (plasma di particelle cariche) che sono collettivamente definite come vento solare.

Spettro elettromagnetico

Sistema di suddivisione delle lunghezze d’onda (o delle frequenze) della radiazione elettromagnetica in base ai loro effetti. Partendo dalle lunghezze d’onda minori (massime frequenze) e procedendo verso le maggiori lo spettro è suddiviso in raggi gamma, raggi X, ultravioletto, visibile, infrarosso, microonde e radiofrequenze.

Stratosfera

Porzione dell’atmosfera posta al di sopra della troposfera e da essa separata dalla tropopausa. Si estende fino a quote variabili tra gli 80 e i 100 km, con densità dell’aria molto bassa e inversione termica (la temperatura aumenta con la quota o resta costante).

Temperatura

Proprietà dei corpi facilmente misurabile per mezzo di vari tipi di termometri, che regola la trasmissione del calore. Il calore si muove dai corpi più caldi (a temperatura più elevata) a quelli più freddi (a temperatura minore). Le registrazioni della temperatura dell’aria si effettuano in condizioni particolari stabilite dall’Omm e per alcune zone sono disponibili serie di dati termici che risalgono al Settecento.

Termometro

Strumento di misura della temperatura. Il comune termometro a mercurio è basato sull’espansione del metallo all’aumentare della temperatura. Nelle stazioni meteorologiche moderne questo strumento è stato soppiantato da strumentazione elettronica, per esempio da resistenze al platino la cui resistività varia linearmente con la temperatura ambientale. Per una misura attendibile della temperatura dell’aria il termometro deve essere collocato all’ombra, a circa due metri da terra, in posizione ventilata e lontano da edifici.

Terra

Il nostro pianeta, di forma approssimativamente sferica, con raggio all’equatore di 6378 km e raggio al polo di 6357 km, in rotazione su se stesso con periodicità di circa 24 ore (un giorno) e in orbita intorno al Sole con periodicità di circa 365 giorni (un anno). La superficie della Terra è attualmente occupata per il 70% da oceani e per il resto da terre emerse, divise in masse continentali, tra le quali la più estesa è quella eurasiatica, posta nell’emisfero boreale. I continenti sono in lento movimento (tettonica a zolle o deriva dei continenti) e dunque nel passato la Terra appariva diversa da come è ora. La superficie terrestre è protetta dalle condizioni dello spazio esterno grazie alla presenza di un’atmosfera. La Terra ospita per questo numerosissime forme di vita sviluppatesi a partire da circa 4 miliardi di anni fa, prima (periodo preCambriano) in forma di microrganismi unicellulari molto semplici, poi evolutesi, da 550 milioni di anni a questa parte (periodo Cambriano), in organismi pluricellulari molto più complessi (piante e animali).

Troposfera

Lo strato più basso dell’atmosfera terrestre, a contatto con la superficie. È confinato in alto dalla tropopausa, posta a un’altezza di circa 10-15 km, variabile secondo la latitudine e la stagione. Fino alla tropopausa la temperatura dell’aria generalmente diminuisce con la quota, poi nella stratosfera la tendenza si inverte. Nella troposfera si trova circa il 99% della massa dell’atmosfera e si verificano tutti i fenomeni atmosferici di interesse meteorologico, in particolare si formano le nubi che danno luogo a precipitazioni.

Unep

Programma ambientale dell’Onu (United nations environmental program). Ha sede a Nairobi, Kenya.

Unfccc

Organismo dell’Onu con sede a Bonn, in Germania e che presiede all’attuazione della convenzione quadro sui cambiamenti climatici (United nations framework convention on climate change), adottata nel 1994. La convenzione si attua per mezzo di protocolli sottoscritti in periodiche conferenze internazionali, la più importante delle quali è stata quella di Kyoto del 1997 che varò l’omonimo protocollo di Kyoto, entrato in vigore nel 2002, con validità fino al 2012.

Vapore acqueo

Acqua allo stato gassoso. È un potente gas serra di origine naturale. In atmosfera la sua condensazione dà origine alle nubi e alle nebbie. Uno degli effetti del riscaldamento globale è l’aumento di evaporazione dagli oceani, che a sua volta produce un aumento dell’effetto serra (ciclo di feedback positivo).

(Versione 1.15 del 17 novembre 2010)

2 pensieri su “CliMario – il dizionario del clima”

  1. il GAS di PETROLIO LIQUEFATTO (GPL) rappresenta un’importante componente in rapido aumento, può essere utilizzato dal riscaldamento domestico a quello industriali, passando dall’uso artigianali, turistici (villaggi, hotels e ristoranti), per arrivare ad usi speciali quale il riscaldamento agricolo (serre, allevamenti, ecc.).
    Ha un alto potere calorifico. Bruciando 1Kg di GPL si ottiene tanto calore quanto se ne otterrebbe bruciando 1,4mc di metano oppure 14kW di energia elettrica.?????
    È ecologico.???? Non fa fumi, non lascia residui, la sua combustione libera prodotti non inquinanti.???????????????????????????????

    inserisci anche il GPL nel tuo utilissimo dizionario, visto che va di moda tra le nuove motorizzazioni

    un abbraccio

  2. Grazie Carlo. Anch’io vado a Gpl, fa un po’ meno schifezze della benzina verde (non ha il cancerogeno benzene) e del gasolio (molte meno polveri), comunque non sono del tutto tranquillo visto che la mia auto fa 140 g co2 al km, siamo ancora lontani dall’ideale (ZERO!). In ogni caso se in Val Padana Gpl e metano fossero obbligatori (anche per i camion) staremmo tutti meglio in salute…
    A presto

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