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Radioactivity

dalla roccia madre al terreno alla cantina, le vie del radon sono finite

Ma che è sta radioattività? Per esempio c’è quella naturale. Allora uno dice ah beh se è naturale farà bene… Certo, come il morso di una tigre nel polpaccio. Che è senz’altro naturale ma non fa bene per niente. Prendiamo il caso del radon. Sì, radon. Un gas che del tutto naturalmente diffonde dalle rocce e dai terreni e che è radioattivo. Se putacaso hai una casa con una cantina poco aerata, te la potresti ritrovare piena di radon senza saperne nulla, ogni volta che scendi a prendere una bottiglia di vino ti fai una tac. I soliti studi stranieri dicono che di questo gas si può morire perché fa venire il cancro ai polmoni, anche se uno non ha mai fumato una sigaretta in vita sua. Anzi alcune stime dicono che in Italia ne moribbero ben tremila persone l’anno! A confronto la storia della centrale di Fukushima sarebbe quasi una barzelletta. In sostanza tutti sono preoccupati per una nube a debolissima radioattività e nessuno parla di questa bella bombetta che abbiamo magari in casa. Se anche solo la metà di quel che dicono sul radon fosse vero sarebbero gli stessi morti che ci sono in Italia ogni anno sui cantieri e nelle fabbriche. Sui quali però si strilla, si fanno leggi complicatissime, ispezioni ecc. Sul radon zero, tutto tace. E allora? Allora con 250 euri si compra il misuratore e si controlla la situazione, mi sa che lo faccio.

Il clima che cambia spiegato ai ragazzi (8)

butta il suv e monta in sella!

Energia senza carbonio: consumarne meno

Una cosa grave che capita con l’energia è che moltissima di quella prodotta bruciando combustibili fossili viene sprecata senza alcuna utilità. Un esempio clamoroso è quello dei motori a scoppio, che hanno un rendimento talmente basso da buttare via  tre quarti dell’energia contenuta nel carburante. Continua a leggere Il clima che cambia spiegato ai ragazzi (8)

In Israele ce l’hanno tutti

In Italia ce n'è ancora pochi, però li facciamo più belli...

Riscaldare l’acqua sul tetto è una faccenda semplice e poco costosa, basta un serbatoio e un pannello scuro esposto al sole dove passa il tubo dell’acqua. In Israele praticamente ogni caseggiato è dotato di collettori solari, circa il 90% dell’acqua calda si fa quindi gratis… Secondo quanto si legge sul sito MetaEfficient la prima diffusione di questo sistema in Israele risale a più di cinquant’anni fa, in seguito a una crisi energetica. Da allora gli scaldacqua solari hanno raggiunto quasi ogni casa del paese. In altri paesi questi sistemi si stanno diffondendo velocemente in attuazione di normative che ne richiedono l’installazione obbligatoria in tutte la case nuove, per risparmiare energia. Da noi invece l’installazione non è obbligatoria ma sovvenzionata fortemente, con il rimborso del 55% della spesa in tre anni. Peccato che gli installatori facciano prezzi assurdamente alti, che si mangiano tutta la sovvenzione e più… Volete provare il fai-da-te?

Messina non c’entra col clima, o no?

Abituarsi a questo clima?
Abituarsi a questo clima?

Su Messina e i suoi poveri morti si è già scatenata la polemica. Senza entrare nel merito dell’abusivismo, delle mancate demolizioni, del dirottamento dei  fondi per il dissesto ad altri usi meno urgenti, mi interessa comprendere se quel che è capitato venerdì scorso è un segnale di cambiamento climatico oppure no. Secondo il sito del meteorologo militare Guido Guidi la faccenda è tutta meteorologica, secondo le dichiarazioni di Giampiero Maracchi che ho avuto modo di sentire anche in tv la questione ha invece forti connessioni col riscaldamento abnorme del Mediterraneo. I colleghi del Sias Sicilia sentiti a voce propendono per l’anomalia climatica e parlano di troppi recenti eventi piovosi molto forti e molto ravvicinati fra loro, dopo i quali i 240 mm registrati localmente in un’ora (!) non potevano che fare i danni che hanno fatto. Come al solito in Italia manca una voce chiara ed autorevole che commenti ufficialmente la situazione meteoclimatica, o forse manca una voce chiara ed autorevole tous court… A margine di questo articolo sono di nuovo costretto a segnalare l’assenza dai media ufficiali dell’enorme alluvione in India con milioni di sfollati di cui ci riferisce di nuovo la solita Asia News.

Bing!

Poliuretano sotto il duomo di Milano
Poliuretano a Milano

Cercavo notizie sul nuovo motore di ricerca Microsoft, che come già saprete si chiama Bing, quando sono incappato in un altro Bing, il nome della federazione europea dei fabbricanti di isolanti edilizi in poliuretano espanso rigido. Nella home page di questa associazione di associazioni, che ha sede a Bruxelles, ho trovato un pdf contenente un’interessante e molto documentata analisi del perché e percome bisogna isolare gli edifici con particolare attenzione alla questione delle emissioni di CO2 dal patrimonio edilizio. Lo studio, intitolato Insulation for sustainability ed eseguito da un’azienda di consulenza energetica inglese, mostra tra l’altro che  gli edifici, inclusi quelli dove si lavora, cioè uffici e capannoni industriali, consumano circa la metà di tutta l’energia usata in Europa. Il documento mostra come si possa giungere sia nel nuovo che nel ristrutturato a consumi estremamente ridotti (Low Heat standard) o addirittura nulli (No Heat standard), come nelle famose Passiv Haus teutoniche, che ora sono in corso di migrazione verso i climi più caldi del sud Europa, dove i consumi energetici e le emissioni non sono tanto legati al riscaldamento quando al raffreddamento estivo.

C’è anche l’ecodesign…

Il vero ecodesign non è fatto col pattume...
Finestre a prova di spifferi...

Già la sopportavo poco questa parola, design, che poi vuol dire progetto, e allora diciamo progetto, e progettista invece di designer. Adesso invece siamo arrivati all’ecodesign, lampadari fatti di pattume trovato sulla spiaggia, mobiletti di legname avanzato e altre stranezze costose per arredamenti di lusso, evidentemente prodotti per chi ha una certa tendenza al greenwashing. La parola è però comparsa anche in una notizia del Parlamento europeo, con un’accezione che trovo senz’altro più interessante, quella della progettazione ecocompatibile di oggetti importanti per il risparmio energetico e idrico nelle case, per esempio le finestre e i rubinetti, in aggiunta ai prodotti elettrici ed elettronici già regolati dal 2005.