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Il clima che cambia spiegato ai ragazzi (7)

Energia senza carbonio, il sole

Il sole fornisce alla terra un’enorme quantità di energia, in un’ora quel che tutta l’umanità consuma in un anno. Catturare anche solo una piccola parte di questo flusso inarrestabile risolverebbe tutti i nostri problemi energetici, e di conseguenza anche quelli climatici. Per il momento le soluzioni principali individuate dagli scienziati e dagli ingegneri sono il pannello solare e il pannello fotovoltaico, due attrezzi completamente diversi tra loro.

Esempio di pannello o collettore solare per riscaldare l'acqua

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Il nucleare emette 25 volte più CO2 dell’eolico

Non c'è partita: 25 a 1!

Se comprate l’ultimo numero di Le Scienze, quello di dicembre 2009, ci trovate la versione italiana di un bellissimo articolo a cura di Mark Jacobson e Mark Delucchi nel quale si sostiene che non solo tutta l’energia degli Stati Uniti ma dell’intero globo potrebbe essere ottenuta da fonti rinnovabili nel giro di una ventina d’anni se solo volessimo. Non si tratta di un’affermazione teorica, i due ricercatori sono in grado di dimostrarlo concretamente sulla base della propria vastissima produzione scientifica, e offrono un piano di ristrutturazione del sistema energetico che potrebbe liberarci dalle emissioni di carbonio entro il 2030 se solo venisse adeguatamente spinto politicamente e finanziariamente. Dopo aver chiarito che in fondo l’enorme quantità di energia consumata dagli esseri umani è comunque una frazione risibile di quella proveniente dal sole (e raggiungibile, cioè senza riferimento a impossibili sistemi di cattura oceanica o spaziale) i due, con abbondanza di grafici e spiegazioni ci danno i numeri necessari: costruire ed installare alcuni milioni di grandi turbine eoliche, di centrali solari di vario tipo e completare il tutto con un po’ di energia dall’acqua (idroelettrico ma anche geotermico, onde e maree). L’energia elettrica così prodotta tra le altre cose servirebbe anche a rendere puliti ed efficienti anche i trasporti, tramite la loro completa elettrificazione. By the way gli autori ci raccontano che, lungi dall’essere “pulito” come vorrebbero convincerci i nostri Scajola e compagnia, il radioattivo nucleare è anche molto emissivo, nel senso che tra la costruzione della centrale, la produzione del combustibile, lo smaltimento dei residui e il “decommissioning” delle centrali, questa fonte energetica “fa” venticinque volte la CO2 dell’eolico, watt per watt. Altro che balle…

Se i consumi elettrici crescono troppo

La parte del leone...
La parte del leone...

Le rinnovabili sono in crescita, lo dimostrano i dati forniti dal GSE nello scorso agosto, relativi al 2008. Impressionante il balzo del solare che quasi quadruplica rispetto alle cifre miserelle dell’anno prima, notevole anche il +30% dell’eolico. Però. Però bisogna dire che prima di tutto in Italia rinnovabili continua a significare di gran lunga idroelettrico (due terzi del totale) e soprattutto che, nonostante i recenti progressi, la domanda elettrica aumenta così tanto da impedire alle rinnovabili nazionali di “schiodarsi” dal loro contributo, che resta al di sotto del 20%, precisamente fermo al 17% circa. La domanda elettrica complessiva attuale resta intorno ai 339 gigawattora, (di cui 20 sono perdite di rete) mentre nel recente passato (1997) i consumi elettrici stavano sui 250 GWh, un aumento di quasi 8 punti percentuali l’anno. Considerando l’importazione (idroelettrico dall’Austria, principalmente) le fonti rinnovabili soddisfano appena un quarto dei consumi interni, il resto è prodotta da fonti fossili, con crescenti emissioni di gas serra, dell’ordine di 120-130 milioni di tonnellate di anidride carbonica, circa un quarto del totale nazionale. L’aumento dei consumi sembra imputabile soprattutto alla diffusione inarrestabile dei condizionatori ed all’aumento delle apparecchiature elettriche sempre accese sia nelle case che nei luoghi di lavoro e di commercio (impressionante nei dati Terna l’aumento dei consumi elettrici nel settore terziario, tra il 1997 e il 2008 si assiste quasi al raddoppio). Sarà mica ora di metterci un tetto?

Una tragedia idroelettrica

Socialismo reale + Putin = disastro
Socialismo reale + Putin = disastro

E’ stato un massacro (più di settanta tra morti e dispersi), un disastro ecologico (chilometri di fiume inquinato dall’olio dei trasformatori) e avrà anche un impatto misurabile sulle emissioni di gas serra. Parliamo dell’esplosione che l’altro giorno ha completamente devastato il più grande impianto idroelettrico russo, e il quarto al mondo, quello di Sayano,  sull’immenso fiume siberiano Ienissei. Molti dettagli sulla centrale e sull’incidente sono reperibili su Greenreport. Il trasformatore esploso che ha dato origine al disastro era in corso di manutenzione, secondo quanto riporta il Guardian. Di sicuro mancheranno all’industria russa per almeno quattro anni i 6,4 gigawatt elettrici della centrale, che pur lavorando a pieno ritmo solo durante i periodi di disgelo, produceva comunque ben 22 terawattora l’anno. Considerate che per produrre la stessa quantità di corrente col metano si emetteranno ogni anno circa 11 milioni di tonnellate di CO2… un aumento che sarebbe comunque in linea con le recenti dichiarazioni del presidente Medvedev, che per l’appunto vuole aumentare le emissioni della Russia e non ridurle…