Il piu grande campo fotovoltaico d’Europa


...altro che Rovigo no me 'ntrigo...

E’ stato attivato e allacciato alla rete il mese scorso in località San Bellino, provincia di Rovigo, è il più grande impianto d’Europa (70 megawatt) ed è a terra, al posto di 85 ettari di campagna. Mi correggo, gli 85 ettari non erano più campagna da decenni, erano un’area industriale abbandonata. Secondo il Corriere dà lavoro fisso a cento persone (manutenzione) e incasserà qualcosa come 43 milioni di euro l’anno. Non so quanto sia costato ma in genere progetti di questo tipo si ammortizzano in una decina d’anni quindi posso immaginare qualcosa come 400 milioni. Fatto sta che il costruttore, SunEdison, ancor prima di finirlo l’aveva già venduto… Insomma le rinnovabili sono un business, e questo è un bene! Abbiamo bisogno di puntare al tutto rinnovabile, chiudere le centrali tradizionali che eruttano milioni di tonnellate di gas serra (più un sacco di altre schifezze) e passare a questi nuovi sistemi, incentivati dalle nostre bollette. La domanda elettrica infatti non fa che crescere, soprattutto in estate a causa dei condizionatori. Ora agli impianti fv quand’è che producono al massimo? Proprio in estate… Arrivederci al prossimo record.

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5 pensieri su “Il piu grande campo fotovoltaico d’Europa”

  1. Splendido, anche in Italia qualcosa si muove finalmente. Purtroppo siamo ancora terra di conquista dei grandi produttori tedeschi, giapponesi ecc. Più di 20 anni fa abbiamo scelto la via del rinnovabile con il famoso referendum “Nucleare NO grazie”. Avremmo potuto diventare il leader mondiale del solare fotolvoltaico e termico e invece un governo dopo l’altro (di tutti i colori) abbiamo fatto di tutto per perdere il treno. La Germania che certo non ha più sole di noi negli ultimi 10 anni è diventata il leader mondiale del fotovoltaico, un business che dà lavoro a centinaia di migliaia di persone e cambia il modo di concepire la produzione dell’energia, il suo consumo ed infine anche la società. Noi dobbiamo recuperare subito lo svantaggio costruendo l’intera filiera dalla produzione del silicio a quella dei pannelli e la loro installazione. I nostri enti pubblici dovrebbero, per legge, investire in solare ogni volta che un edificio pubblico viene costruito o ristrutturato. Last, but not least, facciamo attenzione a non consumare ettari di terra (magari più utile per altri scopi) e usiamo le superfici inutili di cui disponiamo ovunque: i nostri tetti, quelli delle fabbriche, delle porcilaie, dei capannoni e anche delle nostre case. Buon Natale con il “sole in poppa”!

  2. Paradossale che in Veneto con tutti i capannoni che ci sono (uno spaventoso groviglio di terra e cemento) si debbano mettere i pannelli solari proprio a terra. Sarà perchè forse costa meno…

    1. in realtà non dipende tanto dal costo di realizzazione quanto dalla facilità di realizzare un impianto di queste dimensioni in modo sistematico e compatto a terra. anche se meno impattante infatti realizzare un impianto in copertura comporta numerose problematiche di orientamento, ombreggiatura, dimensionamento. oltre tutto il premio incentivante del GSE (gestore servizi energetici), che è il vero motore che porta a simili investimenti, per gli impianti a terra è di circa il 20% inferiore rispetto a quello pagato per gli impianti in copertura e quindi dal punto di vista economico “rende più” un impianto su tetto, soprattutto se si considera che il premio viene pagato sulla base dell’energia prodotta, indipendentemente da quella consumata.
      Inoltre la vita di questi impianti è di circa 20 anni, dopo di che l’intera struttura potrebbe venire tranquillamente smantellata e l’area riconvertita ad agricola immediatamente, dato che di norma le strutture su cui poggiano i moduli sono prive di fondazioni in cemento cosi come le opere edili inerenti le cabine elettriche sono minime. il campo non necessita di alcuna cementificazione… o almeno questa è la norma. Sta di fatto che questa opera in particolare è colossale…

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