Duecento miliardi per il clima


non toccatele il suo 20%...

Secondo l’agenzia specializzata European Energy Review l’Unione europea si appresta a varare un bilancio poliennale 2014-20 da mille miliardi di euro, di cui il 20% destinati alle attività di contrasto del cambiamento climatico. La cifra fa impressione, ma se consideriamo che si spalma su ben sette anni e su quasi mezzo miliardo di abitanti, ne risultano una quindicina di centesimi al giorno a testa. Eppure questi pochi soldini hanno un’importanza capitale, servono ad attuare una miriade di provvedimenti tesi a raggiungere l’obiettivo di tagliare del 20 % le emissioni di gas serra, introdurre un 20% di fonti energetiche rinnovabili e di tagliare del 20 % i consumi di energia, il tutto entro il fatidico 2020. Pare che la commissaria Hedegaard (foto) abbia mostrato i denti per avere questa grossa fetta di bilancio a disposizione, ma che sia una lottatrice si era capito anche durante la conferenza di Durban, che non è stata un fallimento totale solo grazie ai suoi sforzi. Con questi soldi si gettano probabilmente delle basi piuttosto robuste per tagli ancora più drastici che devono essere raggiunti entro il 2050, anno per il quale l’Unione si aspetta di ridurre le emissioni serra anche fino all’80% meno del 1990. Una politica coraggiosa e lungimirante, che serve da sprone anche al resto del mondo perché si decida a fare la propria parte, speriamo prima possibile.

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