Ignoranza climatica, di chi è la colpa?


mah...

Mi capita ogni tanto di andare all’università, invitato a tenere un seminario sui cambiamenti climatici. Che si tratti di agraria, o ingegneria o, come l’ultima volta, medicina, la reazione è la stessa, i ragazzi sono sbalorditi e io sbalordisco con loro.

I motivi sono diversi ovviamente: loro restano a bocca aperta sentendomi parlare della gravità e complessità del problema climatico, e io a bocca aperta nel (ri)scoprire ogni volta quale censura e quale ignoranza vi sia in Italia su queste faccende, anche tra i giovani che frequentano gli scranni universitari.

In sostanza il fumo negazionista, se non fa poi così tanti proseliti, almeno oscura la visione della questione e impedisce ai nostri giovani più acculturati (destinati a diventare classe dirigente) di avere un’informazione completa su temi che avranno sempre maggiore importanza, man mano che il riscaldamento globale peggiora.

A me pare che alla base di questa ignoranza diffusa vi sia un motivo abbastanza ovvio: in Italia non c’è un’istituzione centrale autorevole che dirami regolarmente notizie sulla questione climatica, ovvero non c’è un Servizio MeteoClimatico simile a quelli degli altri paesi europei.

Ci sono decine di strutture di servizio e di ricerca che però non fanno “massa critica”, i vari Enea, Cnr, Cra, Ispra, Istat, Cmcc e chi più ne ha più ne metta fanno ognuno qualcosa, ma tutti troppo poco.

I dati climatici ad esempio vengono raccolti da miriadi di reti e stazioni ma poi non confluiscono in un deposito comune accessibile a tutti e che li tratti tutti insieme in modo intelligente, per produrre rapporti e comunicati stampa che “buchino” sui media, in particolare in tv.

Stessa cosa per le proiezioni climatiche, qualche centinaio di ricercatori se ne occupano in Italia, con decine di progetti, ciascuno troppo piccolo per dare segnali rilevanti alla popolazione.

Ecco quindi un bel punto da mettere in agenda per un prossimo auspicabile governo “normale”: dare a questo paese un Servizio MeteoClimatico centrale civile, con le risorse necessarie per mettere in rete e far fruttare quello che si fa in Italia.

Che non è poco, ma evidentemente non è abbastanza.

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1 commento su “Ignoranza climatica, di chi è la colpa?”

  1. Caro Vittorio
    Io credo che la maggior parte della popolazione sappia che esiste il problema di un cambiamento climatico indotto dall’uomo;
    ma il fatto che sia disinformato l’ambiente universitario specie nelle facoltà scientifiche dove sei stato chiamato a tenere qualche lezione sul clima, dimostra che tale disinformazione è sintomatica di una decadenza della nostra universita: discenti ignoranti trasmettono la loro ignoranza ai discepoli e viceversa. Oggi tutti sono presi dall’orticello che si sono recintati sia che siano insegnanti universitari o maestri elementari o musicisti o impiegati ecc ecc… guardano tutti al loro “particulare” direbbe Machiavelli senza interessarsi ad altri gravi problemi di cui uno dei tanti è quello climatico ; pochi economizzano sugli sprechi: acqua, luce, gas riscaldamento, carburanti. So che un mio amico fa andare la doccia per mezzora fino a quando l’acqua non esce bollente, per poi mischiarla con l’acqua fredda… costoro prenderanno in considerazione il problema quando si troveranno la casa allagata, o a rischio di vedersi travolti da una frana ma se la prenderanno a torto in questo caso con gli amministratori politici; per molti il problema ed i problemi che tu poni con “Pianetaserra” non li riguarda e questo atteggiamento è comune sia alle persone di cultura sia agli incolti! Ma io penso che molto sia dovuto al fatto che ai nostri giovani manca l’insegnamento di quella cultura umanistica che fa di un uomo un essere che sa responsabilizzarsi di fronte a problemi generali quali tu poni; paradossalmente un insegnamento troppo tecnologico a scapito di quello umanistico ha prodotto due o tre generazioni che non hanno cultura nel vero senso della parola, non hanno valori condivisi, non vi è piu un senso di reponsabilità civile verso il prossimo; viviamo in una società in cui i vizi sono diventati virtù e come tali onorati e le antiche virtù disprezzate caratteristiche di personaggi superati e fuori dal mondo. Guarda la nostra società: come i probabili o veri responsabili di efferati delitti si conquistano una grande celebrità e vengono acclamati ed esaltati: e le loro vittime? Nessuno le prende più in considerazione! E tu caro Vittorio pensi che creare un organismo che coordini questi problemi meteorologici serva? Mancano le persone la cui cultura potrebbe far si che tali organismi avessero una loro efficacia! In questi ultimi decenni è la nostra scuola, i licei classici che ci venivano invidiati da tutti il mondo sono stati annientati e con loro quella cultura che avrebbe potuto creare una classe dirigente responsabile e capace di affronatre questi gravissimi problemi ma io non vede spiragli che facciano ben sperare, perchè non c’è più la scuola di cui sopra ed anche le famiglie sono state disintegrate da questa cosiddetta cultura che oggi sta dando questi asperrime e magri! Si è voluto annientare un mondo borghese, a torto considerato fascista? ed una scuola borghese di classe? Al liceo con me nella mia classe eravamo tutti figli di operai o piccoli impiegati! Però tutto gente che si è comportata nella vita con grande senso di responsabilita: un grato pensiero a quei miei insegnanti di allora, ed ai miei genitori per i loro sacrifici per farmi compiere i miei studi fino alla università. Mi viene in mente una risposta che Fabrizio de Andrè diede ad un intervistatore che gli aveva chiesto se i valori etici fossero ancora importanti nella attuale società: risposta: una uomo senza valori o ideali è come un cinghiale laureato in fisica pura (tradotta: Intelligenza accoppiata a violenza allo stato puro ) Non è quello che si vede oggi?
    Un cordiale saluto

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