Sabbie bituminose, stop dall’Europa?


Connie, pensaci tu!

Il petrolio è una faccenda piuttosto sporca, come avrete notato durante la crisi del Golfo del Messico, oppure dopo il naufragio della petroliera Prestige sulle coste della Galizia. Eppure c’è un modo di produrre petrolio  ancora più sporco del solito, quello che si pratica in Canada, dove ampie estensioni di foresta vengono disboscate per accedere alle sottostanti sabbie bituminose, che poi vengono “lavate” con enormi quantità di acqua per estrarne del greggio. Le devastazioni sono enormi, quasi inimmaginabili, l’inquinamento delle acque pure, e le emissioni di gas serra altissime. Gli Usa, sempre assetati di carburante, vorrebbero addirittura realizzare un oleodotto transcontinentale per dirigere questo petrolio canadese verso le raffinerie del Texas. In questo contesto si erge il dissenso dell’Unione europea, che si appresta a varare un divieto di importazione di questo greggio malefico sul nostro continente, grazie all’operato di Connie Hedegaard (foto), commissaria europea all’ambiente. La faccenda potrebbe avere ripercussioni anche sul tentativo di alcuni paesi di introdurre in Europa un ‘altra nefasta abitudine american, l’estrazione forzata di gas naturale dagli scisti sotterranei, ottenuta con getti di acqua o vapore ad alta pressione che frantumano il substrato roccioso (fracking). Negli Usa, dove il sottosuolo appartiene al privato che possiede il suolo, questa pratica sta causando estese contaminazioni di acque sotterranee. Qui in Europa il sottosuolo è pubblico quindi servono autorizzazioni che per il momento le ditte fanno molta fatica ad ottenere e conservare.

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3 pensieri riguardo “Sabbie bituminose, stop dall’Europa?”

  1. D’accordo, pero’ anche l’Europa qualche scheletro nell’armadio ce l’ha al suo interno. Mi riferisco alla Finlandia che sta utilizzando a scopi energetici i propri immensi giacimenti di torba, uno spessore da 1 a 3 metri di suolo sotto alle foreste. Il bello e’ che questo sfruttamento viene ammantato dalla pretesa di utilizzare una risorsa “rinnovabile”. D’altra parte, con i loro 20 gradi sotto zero invernali, e la loro dipendenza dall’estero per carbone e petrolio, bisogna anche capirli.

      1. … l'”ISTAT finlandese” invece la sa,
        http://www.borenv.net/BER/pdfs/ber12/ber12-225.pdf
        ..e i verdi finlandesi interrogano l’Europa, ottenendo risposte un po’ burocratiche….
        http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=WQ&reference=E-2011-002397&language=IT

        Se individuate uno studio sulla pressione sull’ecosistema della pratica della combustione di torba (non sono esperto, non ho idea se togliere un metro da un immensa torbiera sia un danno minimo, medio o enorme), prego riferitelo.
        saluti

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