La dea del clima


...fantastica Venere...

Prima dell’alba nel cielo dell’est che comincia a rischiarare si vede Venere, luminosissima, di una bellezza mozzafiato, vera dea del firmamento. Venere naturalmente non è una dea, e nemmeno una stella, è un pianeta che per certi versi possiamo considerare un po’ un gemello della Terra. Appena un po’ più piccolo, appena un po’ più vicino al Sole. Coperto di nubi e per questo così luminoso: le nubi riflettono bene la luce solare. Un vecchio racconto di fantascienza,  in una bellissima raccolta curata per Einaudi da Fruttero e Lucentini, immaginava che sotto quelle nubi piovesse sempre, ininterrottamente, e che sotto quell’acqua e quella luce diffusa fiorisse e marcisse freneticamente una vegetazione spaventosamente rigogliosa. E invece… Venere è stata oggetto di importanti spedizioni spaziali fin dai primi anni dell’astronautica: sono molte le macchine che l’hanno raggiunta e circumnavigata, abbiamo delle analisi accurate sia della sua atmosfera che della sua superficie e quello che sappiamo adesso di lei è tutt’altro che rassicurante. Come scrive Fraser Cain in un breve ma brillante articolo sul sito Universe today visitare Venere potrebbe essere la nostra peggiore vacanza in assoluto dato che sotto quelle nubi la temperatura è di oltre quattrocento gradi, ci sono cento atmosfere di pressione, il vento soffia costantemente oltre i cento all’ora e dal cielo piove acido solforico. Il problema di Venere è che a un certo punto della sua storia il campo magnetico del pianeta si deve essere spento. Prima di allora su Venere probabilmente le cose erano molto diverse da ora, c’erano continenti, mari e acqua che li riempiva. Il campo magnetico è molto importante, protegge i pianeti dalla violenza del Sole, che è tutt’altro che quel benefico personaggio sorridente che vediamo raffigurato nell’iconografia ecologista. Il Sole è una gigantesca esplosione nucleare permanente di un milione di chilometri di diametro che erutta continuamente una mostruosa quantità di energia e di particelle radioattive, che con terminologia poco adeguata chiamiamo vento solare. Noi siamo vivi e stiamo qui a contarcela solo perché sulla Terra il campo magnetico è acceso e ci fa da scudo, deviando il vento solare prima che entri a contatto con l’atmosfera. Senza campo magnetico Venere si è vista portare via dal vento solare tutti i costituenti più leggeri della sua atmosfera e della sua superficie, in particolare l’idrogeno, cioè tutta l’acqua, che è fatta di idrogeno e ossigeno, e con essa tutta l’eventuale vita che magari pullulava nei suoi mari. Ora l’atmosfera venusiana è composta quasi solo di anidride carbonica e l’effetto serra che ne deriva è davvero troppo. Nessuno ha un’idea precisa di cosa tenga acceso il campo magnetico terrestre, gli scienziati che se ne occupano sono convinti che tragga origine dal lento scorrimento di grandi masse di metallo fuso nell’interno del pianeta, quel che pare certo comunque è che il campo ogni tanto si indebolisce e cambia persino verso, scambiando il polo sud con quello nord e viceversa. In ogni caso per ora c’è, e ci fa abbastanza comodo.

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