Solo l’inizio?


Pelikan, e non è inchiostro...

Il numero di Internazionale in edicola (se non l’avete ancora correte a comprarlo) dedica diversi pezzi e la bellissima copertina al disastro petrolifero del golfo del Messico. L’articolo più inquietante e informativo mi è parso quello di Michael Klare (qui l’originale completo e in inglese), che ci avvisa: l’incidente della Deepwater Horizon non è un anomalia, solo un avvertimento di quel che potrebbe accadere con sempre maggior frequenza, man mano che proseguono gli sforzi forsennati di estrarre petrolio in condizioni ambientali sempre più proibitive. Com’è noto il consumo quotidiano di petrolio si aggira sugli 85 milioni di barili e la stragrande maggioranza viene usato per autotrazione ma nonostante le riserve accertate consentano di continuare a questi livelli di consumo per altri 40-50 anni i rischi connessi all’estrazione stanno aumentando a dismisura. Sono passati i tempi in cui bastava forare qualche decina di metri di terreno e veniva su lo zampillo, ora i giacimenti residui stanno sotto migliaia di metri di mare e roccia, in zone tempestose o battute dagli iceberg. Uscire da questa situazione non è banale ma è possibile, anzi indispensabile. Ne riparliamo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...