800mila litri al giorno, da venti giorni


Più olio che acqua

Mentre i “normali” disastri petroliferi consistono nello sversamento in mare e sulle coste del contenuto di una petroliera, quello del Golfo del Messico potremmo definirlo un disastro petrolifero continuato. Sono passati ben venti giorni da quando l’esplosione della piattaforma BP Deepwater Horizon ne ha provocato l’affondamento e da quando la marea nera ha cominciato a sgorgare dal fondo del mare a 1500 metri di profondità. Sono ottocentomila litri di petrolio che ogni giorno continuano a spargersi in acqua nonostante i maldestri e finora inutili tentativi di tappare il buco (e anche di recuperare il petrolio) da parte della BP. Ricordiamo ancora una volta che questo disastro non è dovuto al destino cinico e baro ma alla mancata applicazione di una valvola, costosa ma essenziale, che avrebbe bloccato subito dopo l’incidente la bocca del pozzo petrolifero se fosse stata presente. Si dimostra qui ancora una volta la verità del detto “chi più spende meno spende”: se la compagnia petrolifera inglese BP non si fosse opposta all’obbligo (e se gli Usa fossero stati più determinati nell’imporlo) avrebbe speso molto ma molto meno di quello che sta pagando già ora e che continuerà a pagare per tappare la falla e risarcire tutti i danni. Ammesso che non fallisca del tutto nel tentativo…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...