Basta polveri in Val Padana


...è ora di fare un po' di pulizia...

Le voci polemiche che hanno accompagnato la chiusura di molte città del nord al traffico lo scorso 28 febbraio hanno parlato di inutilità o di azioni sporadiche e hanno invocato “provvedimenti strutturali“, senza peraltro spiegarli molto bene. Ma cosa c’è davvero da fare per combattere l’inquinamento da polveri nell’area padano-veneta e le migliaia di morti di tumore che provoca ogni anno ? Quelle che seguono sono le mie personali opinioni sulla questione espresse in modo schematico, per non tediare.

1) di polveri si muore, molto più che di incidenti stradali

Bisogna anzitutto comunicare chiaramente e con continuità alla popolazione quali sono le conseguenze sanitarie (ed economiche) dell’inquinamento atmosferico da polveri (almeno settemila morti l’anno nelle 13 principali aree urbane d’Italia secondo l’Oms, 200 morti l’anno nella sola provincia di Bologna secondo la locale Ausl) e quali sono le fonti che lo generano (essenzialmente i motori diesel, e solo in seconda battuta altri motori a scoppio, riscaldamenti, industrie e fuochi di legna).

2) fermare i motori diesel

Tutta l’area padano-veneta, per la sua conformazione geografica e per la pressione antropica dovuta all’alto numero di residenti, alle attività produttive e ai numerosi assi stradali e autostradali, e altre infrastrutture di trasporto persone e merci, soffre di un enorme emissione e ristagno di polveri da motori diesel, in particolare dovuti ai camion e furgoni, alle auto e da ultimo anche ad altri mezzi di trasporto quali le navi in Adriatico, autobus e treni a nafta (incredibile qui a Bologna l’uso continuato di simili mezzi da parte delle ferrovie regionali). L’intera area padana andrebbe in sostanza considerata come una vasta ZTL (zona a traffico limitato) nella quale provvedere alla rapida proibizione e sostituzione dei diesel con altri motori molto meno inquinanti.

3) incentivare l’elettrico (su ferro e strada) e in subordine il metano e gpl

I motori da utilizzare in Val Padana esistono già, sono quelli elettrici, caratterizzati dalla mancanza di emissioni di fumo (e bassissimi livelli di rumore, oltre che costi di gestione alla lunga vincenti). La diffusione dell’elettrico dovrebbe avvenire soprattutto nelle zone urbane, in primis ad opera di enti pubblici (ottimo l’esempio di Reggio Emilia che ha sostituito negli anni scorsi il parco veicoli comunale con mezzi elettrici a noleggio, peraltro con notevoli risparmi economici, dell’ordine di mille euro al giorno). Notevoli per tassisti e privati i vantaggi delle auto ibride (elettrico e benzina) che fanno pochissime polveri e battono quasi tutte le altre anche in termini di consumi.

3) incentivare sul serio la mobilità pedonale, ciclabile e pubblica (anche questa elettrica)

4) disincentivare il trasporto merci su gomma incentivando quello su ferro (e quello in bici nelle città)

5) diffondere la generazione fotovoltaica di massa su capannoni e posteggi, e soprattutto quella eolica sui monti e in mare (dove il vento non manca) e chiudere progressivamente le mostruose centrali termoelettriche che appestano l’aria dell’Italia del nord (e non solo quella).

Naturalmente tutti questi provvedimenti strutturali condurrebbero anche a una riduzione delle emissioni serra, non immediata ma nel giro di qualche anno, una volta ammortizzati gli effetti iniziali dovuti ai nuovi veicoli e sistemi. Si potrebbe andare avanti ancora ma mi fermo qui, in attesa di reazioni.

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2 pensieri riguardo “Basta polveri in Val Padana”

  1. Sono d’accordo. Ma potresti dare qualche dato sui diesel e sui filtri antiparticolato.
    Immagino le obiezioni.
    Si potrebbe poi mettere un superbollo antinquinamento ai diesel per ostacolarli:
    Andreotti mise il superbollo al metano per favorire i petrolieri.
    ciao
    Paolo

  2. Un sito ufficiale svizzero su questi temi lo dice chiaramente, le polveri urbane sono dovute ai diesel e sono cancerogene:
    http://www.news.admin.ch/message/index.html?lang=it&msg-id=8398
    Qualche dato sui diesel si legge nell’articolo http://milano.corriere.it/speciali/2007/01_Gennaio/15/smog.shtml mentre sui FAP i timori sono legati alla fase di rigenerazione del filtro, quando le polveri fini vengono bruciate e trasformate in… nanopolveri!
    Non c’è verso, diesel e val padana non vanno d’accordo… lo pensa persino Formigoni!

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