Il vento e il nucleare


Il fumo che non fa male...

Una centrale nucleare Epr da 1800 MW (quelle che il governo vuole realizzare in Italia in quattro siti) se tutto va bene potrebbe funzionare per il 90% del tempo alla potenza di picco. L’equivalente eolico, considerando un’efficienza di 0,2 (vento teso per il 20% delle ore), si otterrebbe con installazioni per circa 8000 MW, corrispondenti a 2300 nuove torri eoliche da 3,5 MW ciascuna, mettendone 12 per centrale sarebbero 190 grandi centrali eoliche in più. I comuni ventosi in Italia sono almeno 1500 (dal Molise in giù quasi tutti) quindi basterebbe coinvolgerne il 13%. Per rimpiazzare le quattro centrali nucleari previste i comuni da coinvolgere sarebbero poco più della metà dei suddetti. Senza scorie nucleari, rischi di fughe radioattive, con minori emissioni di carbonio, senza militarizzazione del territorio intorno alle centrali. Volendo, questo grande parco eolico potrebbe essere attivato nel giro di due-tre anni, a costi uguali o addirittura inferiori a quelli nucleari. Meditare gente, meditare…

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Un pensiero su “Il vento e il nucleare”

  1. Questo rende bene l’idea… comunque non dimentichiamoci il risparmio energetico e gli sprechi, quota importante di consumo di energia… se poi su capannoni e case mettiamo pannelli termici e fotovoltaici, e allora…

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