Ancora Montalto, e ancora Caorso, e…


Mister nucleare

Ero giovanissimo, nel 1977 avevo meno di vent’anni, matricola a fisica, e la netta convinzione, già prima degli incidenti di Three Mile Island e Cernobyl, che le centrali nucleari fossero una follia. Così con l’autostop raggiunsi Pian dei Gangani, a Montalto di Castro, una pianura agricola dove l’Enel voleva costruire una grande centrale. Passai la notte a morire di freddo in una tendina canadese e la mattina per colazione non trovai di meglio che sgranocchiare  gli ottimi finocchi che i contadini della zona regalavano a cassette a tutti quei giovani, eravamo dieci o ventimila, che da Roma e da altri posti si erano mossi per manifestare insieme a loro un’assoluta contrarietà a quel progetto. Mi sbalordisce constatare che più di trent’anni dopo la stessa Enel (nella foto Fulvio Conti, amministratore delegato), nello stesso posto, pare abbia di nuovo il mandato governativo per ripartire a costruire una centrale nucleare, poco diversa da quella che avrebbe voluto fare a suo tempo. Non si sa con assoluta certezza che Montalto sarà sede di una centrale, insieme a Caorso in Emilia, Leri Cavour in Piemonte, Chioggia in Veneto oppure Ostuni in Puglia. Siamo infatti prossimi alle elezioni regionali e il governo sta ancora abbottonato sulla scelta dei siti, per paura di pregiudicare il risultato elettorale con notizie sicuramente poco gradite alle popolazioni. Le amministrazioni regionali attuali sono in maggioranza contrarie a questo revival nucleare e lo dimostrano gli 11 ricorsi alla corte costituzionale presentati qualche tempo fa e un documento più recente dove 15 tra esse protestano vivamente con il governo sia per il metodo che per il merito della nuova scelta energetica.

PS Per chi non lo ricordi, il gravissimo incidente di Three Mile Island, Usa, 1979, portò a un passo dalla fusione incontrollata del nocciolo del reattore. Non ci furono vittime dirette ma un considerevole rilascio di radioattività nell’ambiente. A Cernobyl, in Ucraina, 1986, la fusione del nocciolo ci fu sul serio, con 57 vittime dirette e un numero imprecisato di morti successive, dovute a tumori incurabili; la popolazione italiana venne coinvolta: quando si scoprì che il pennacchio radioattivo era arrivato a contaminare anche il nostro paese il governo bloccò i consumi di verdure fresche e di latte per alcune settimane. Dopo questo incidente un referendum riuscì a fermare i progetti nucleari italiani.

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4 pensieri su “Ancora Montalto, e ancora Caorso, e…”

  1. Scrive Enrico Ceotto:
    “Da centrali nucleari a breve distanza siamo comunque circondati. In Francia, dove sono stato 8 mesi nel 1996, di centrali nucleari è pieno. Ricordo bene quelle della regione della Loira, giravo per visitare i castelli ed incontravo molte centrali. Certo non fa un bell’effetto passare sotto ad uno di quei gigantesci camini.
    I Francesi hanno una accettazione diversa nei confronti delle centrali e comunque delle opere pubbliche. C’est pour la France, il loro nazionalismo (sciovinismo?) e’ molto forte, e per il bene della nazione accettano qualunque cosa.
    Eppure sono convinto che qualche centrale nucleare, insieme a molto fotovoltaico, un po’ di eolico, ed un po’ di biomasse dove si puo’, possa costituire una utile strategia di differenziazione degli approvvigionamenti energetici in grado di evitare/limitare le brutte sorprese per il futuro.
    Fatta questa premessa credo che in Italia ci sia un rischio enorme per il nucleare. Da noi, che siamo un paese bizantino, e comunque poco meritocratico, a dirigere una centrale ci metterebbero non la persona più competente e capace, ma il solito intrallazzone ammanicato coi partiti, che a buon bisogno non capisce molto però deve comandare e soprattutto percepire un lauto compenso.
    Questo è il vero dramma di questo paese.”

    1. Caro Enrico, sono abbastanza bene informato sulla questione nucleare in Francia: hanno 59 reattori accesi e ci fanno l’80% della loro elettricità. Spesso ne fanno in esubero e ce la vendono volentieri a buon prezzo, è ben per questo che fare reattori nuovi da noi (con tutti i rischi sanitari e giudiziari connessi) non ha alcun senso, se non quello di fare affari con soldi pubblici, farsi belli con un’opinione pubblica sempre più disinformata e militarizzare il territorio… anche l’argomento dell’indipendenza energetica non ha molta rilevanza, la Francia è una “provincia” dell’Unione europea, non è la Russia o l’Algeria… inoltre l’uranio non è proprio quel che si dice una fonte rinnovabile…
      A tres bientot et vive la France

  2. ti sei mai chiesto perchè dopo Chernobyl l’Italia fu l’unico paese a uscire dal nucleare? O hai mai pensato che senza nucleare, continueremo ad investire sul mix energetico più costoso e inquinante per l’ambiente? E pensare che solo in Europa a giugno 2009 i reattori in costruzione nel mondo erano 53, quelli pianificati 131. Nel 2007 quelli in costruzione erano 34 e quelli pianificati 81. In solo due anni vari paesi del mondo hanno fatto partire la costruzione di altri 9 reattori e ne hanno pianificati altri 50. O magari hai sentito che in Spagna, poche settimane fa, persino il governo Zapatero, si è aperto alla possibilità di allungare la vita residua delle centrali?? …

  3. Gentile umotta76, sarebbe cosa buona e giusta fornire una fonte precisa per i numeri che si danno… e anche rileggere ciò che si scrive. Nell’Unione europea attualmente gli impianti in costruzione a me risultano due (2), uno in Francia e uno in Finlandia. La fonte è il registro PRIS dell’AIEA (http://www.iaea.org/programmes/a2/). Saluti

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