Fiat lux?


Questa la vendono già... in Svezia!

Lo stabilimento Fiat di Termini Imerese in Sicilia entro il 2011 non farà più auto e forse chiuderà, lo dicono giornali e tv. Oltre al dispiacere per le molte famiglie che si troveranno coinvolte in questo dramma economico e occupazionale, molte domande si affollano nella nostra testa. Fiat, questo gigante dell’automobile, amministrato da qualche anno con piglio da capitano d’industria d’antan dall’italo-canadese-svizzero Marchionne, che prospettive si dà, oltre a quelle di massimizzare gli utili decentrando le produzioni nei giganteschi stabilimenti brasiliano e polacco (ma anche Melfi non scherza, dato che fa dieci volte più auto di Termini)? Per esempio quali sono i suoi piani in merito all’auto elettrica? Lo stato italiano, in particolare gli esecutivi nazionale e siciliano, quali piani hanno predisposto per evitare che la paventata chiusura si trasformi in un tracollo economico e sociale? Non c’è altro, oltre ai soliti incentivi per chi cambia macchina (cioè finanziamenti pubblici a pioggia alla Fiat, che in cambio scappa dalla Sicilia)? Oggi si parla di un possibile interessamento da parte di un finanziere siciliano, Simone Cimino, parente di un assessore regionale…

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