Cinismo made in China


"Ma che vuole 'sto giovanotto?"

La Cina ha fatto deliberatamente fallire la conferenza di Copenaghen (così riferisce il Guardian con la testimonianza oculare di Mark Lynas), costringendo Europa e Usa alla firma di un testo vuoto, così vuoto che quando si parla di limitare l’aumento termico globale a due gradi, nemmeno si dice rispetto a quale anno si fa riferimento. Hu-Jintao, senza neanche disturbarsi a fare il viaggio in Danimarca, ha portato a casa l’assoluta libertà di movimento che deriva dall’assenza di obblighi di taglio alle emissioni, una condizione peraltro simile a quella in cui si trovano gli Stati Uniti, che però stanno almeno tentando di approvare una legge che impone i primi tagli (-17% rispetto al 2005 entro il 2020) e che hanno dichiarato di recente l’anidride carbonica sostanza pericolosa. Le condizioni produttive in Cina sono spaventevoli, come ha documentato recentemente il fotografo Lu  Guang con il suo reportage da Linfen, e la combinazione di corruzione e repressione che caratterizzano quel regime non lasciano spazio alla speranza di una sterzata ambientalista, dopo quella capitalista che ha generato l’enorme crescita economica degli ultimi dieci-quindici anni. Visto che i cinesi ragionano solo in termini di soldi sarà mica ora di cominciare a boicottarli, smettendo di comprare Made in China?

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1 commento su “Cinismo made in China”

  1. A parte il boicottare il Made in China (e non solo) dissento su quasi tutto il resto. i giornali Italiani ed Europei hanno spesso cercato nella Cina il capro espriatorio di Copenhagen, ma secondo me e per come l’ho vissuta io non è così.
    Il ministro dell’Ambiente tedesco l’ha detto chiaramente: gli USA vogliono prendere tempo perchè sono indietro nelle tecnologie pulite, nelle rinnovabili e nel risparmio energetico rispetto all’Europa. Il sen.Kerry altrettanto chiaramente ha detto che gli USA devono aspettare la legge sul clima al senato e prima dovevano chiudere la partita sanità.
    La vera frattura secondo me è stata USA-EU, quest’ultima è uscita sconfitta; il nuovo che avanza è l’america latina, che si è stufata di essere sfruttata. purtroppo vedo poche speranze per l’Africa, la miniera del mondo, che sfruttiamo e sovrasfruttiamo.
    In più, ricordiamoci che i paesi OCSE, a pari abitanti circa della Cina, hanno emissioni quasi doppie.
    Ciò non toglie che la Cina va fermata, ma per far questo ci sono solo 2 cose da fare
    1) smetterla di comprare e delocalizzare in Cina, compreso il PC con cui sto scrivendo
    2) imparare il Cinese.

    Auguri di Buone Feste

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