Flopenaghen? Adesso è una certezza…


Obamao

Le notizie dell’accordo a Singapore tra Obama e Hu Jintao sul clima non potevano essere peggiori. Lungi dall’intraprendere un braccio di ferro con il presidente cinese sulla questione del suo impegno a limitare seriamente le emissioni di gas serra cinesi entro il 2050, il presidente Usa, che si sta rivelando un’autentica delusione in molti settori, ha deciso, di comune accordo col potente partner commerciale e finanziario, di segare del tutto il ramo peraltro assai sottile sul quale sedeva la conferenza di Copenaghen, tanto che ci domandiamo a questo punto a cosa serva tenerla… In sostanza a Copenaghen non ci sarà la firma di alcun accordo vincolante, cioè con percentuali, scadenze, premi e punizioni, in sostituzione del protocollo di Kyoto, che scade nel 2012. Le difficoltà interne di Obama, che ha una (debole) legge sul clima e l’efficienza energetica approvata alla camera ma ferma al senato,  combinate con quelle economiche e finanziarie (ricordiamo che la Cina detiene un terzo del debito pubblico Usa) hanno prevalso sulle preoccupazioni ambientali. Intanto il mondo continua a scaldarsi, per un’idea precisa degli impatti esaminate la nuova mappa interattiva predisposta dal MetOffice, il prestigioso servizio meteo inglese.

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