Clima: pochi passi avanti a Bangkok


Un passettino corto corto...
Un passettino troppo corto...

Cos’è successo di concreto a Bangkok in due settimane di negoziati, con 4000 tra negoziatori e osservatori? L’unica cosa che si riesce a capire chiaramente è che il documento sul quale ci si accapiglia si è ridotto da 280 a “sole” 100  pagine, ma non contiene ancora né obiettivi numerici di taglio alle emissioni dei paesi industriali né altrettanto numeriche promesse di denari per i paesi più poveri, perché siano in grado di migliorare i propri sistemi energetici e affrontare l’adattamento al cambiamento del clima. Insomma, la montagna finora ha prodotto un topolino, con buona pace dell’energico olandese Yvo de Boer (nella foto, si pronuncia de bur), che guida il processo negoziale per conto dell’Onu. Prima di Copenaghen resta un altro giro di discussioni in Spagna il mese prossimo, stiamo a vedere, anzi facciamoci sentire aderendo all’appello di Greenpeace per mandare Berlusconi a Copenaghen. Magari il posto gli piace e resta là…

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