Qualcuno ha del ghiaccio?


Ghiaccio bollente...
Ghiaccio bollente...

Volete vedere con i vostri occhi quanto ghiaccio c’era nell’Artico alla fine della scorsa estate e confrontarlo con quanto ce n’era nello stesso giorno di vent’anni prima? C’è una pagina web che ve lo consente. Fa parte di un eccellente sito (intitolato, a mo’ di giornale quotidiano, The Cryosphere Today) dell’università dell’Illinois, basato su migliaia di immagini da satellite che l’università ha collezionato e continua ad accumulare, allo scopo di permettere a chiunque di seguire quel che accade al polo nord e nel resto della criosfera. Sono rimasto a bocca aperta quando ho confrontato il 30 settembre del 2007 e del 2008 con lo stesso giorno del 1980. Un conto è sentirlo dire, un altro è vedere con i propri occhi quanto poco ghiaccio restava sull’oceano artico alla fine delle scorse estati. La storia degli orsi polari in pericolo, dirà qualche cinico, non ci scuote più di tanto. Beh, allora lasciatevi scuotere da questo: se il polo nord continua a scaldarsi così tanto siamo nei guai grossi tutti, e non solo gli orsi. Avete presente la Siberia? Anche il suo permafrost si scioglie, e dai suoli scongelati si liberano quantità sempre crescenti di metano, un gas serra ventitrè volte più efficiente dell’anidride carbonica e che non abbiamo alcuna idea di come recuperare dall’atmosfera una volta che ci finisce. Katey Walter, la giovane scienziata americana che nel 2006 aveva pubblicato su Nature il primo rapporto sperimentale sull’argomento, è tornata di recente sui siti siberiani dove aveva fatto le sue misure e dice che i laghi che eruttano metano sono quattro volte più grandi di quattro anni fa… Le connessioni tra lo scioglimento dei ghiacci artici e il resto del pianeta appaiono del tutto sorprendenti. Qualcuno ha pubblicato un serio studio modellistico dal quale si deduce che, grazie alle enormi masse d’acqua dolce che continuano a riversarsi nell’Oceano artico a causa delle crescenti temperature, si è indebolita la corrente marina conosciuta come il Grande Nastro Trasportatore, che si origina vicino alla Groenlandia e che gira per mezzo mondo: gli effetti di questo cambiamento si ripercuotono fino all’Oceano Indiano, perturbando o addirittura interrompendo il ciclo dei monsoni, assolutamente vitali per l’India e per le zone limitrofe. Per dirla con Fred Pearce, di New Scientist “A warmer Arctic will change the entire planet, and some of the potential consequences are nothing short of catastrophic”.

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