Volare, oh oh


Volare meno, volare basso...
Volare meno, volare basso...

Mi piace volare, ma lo faccio sempre meno. Voi direte che dipende dai prezzi, oppure dalla scomodità di stare a girare per aeroporti, e invece no, lo faccio sempre meno perché non ho voglia di emettere altro carbonio. Ogni volo infatti comporta enormi consumi di carburante, che aumentano se il volo non è diretto (molti decolli, molto carbonio). Per esempio Air France sul suo sito mi dice che un Bologna-Helsinki via Amsterdam (a/r) spara in aria per ogni passeggero 700 kg di CO2 (se il volo è mezzo vuoto naturalmente la cifra pro capite cresce ancora di più). In automobile ci giro due mesi per emettere 700 kg, e siamo sempre in quattro, quindi quel singolo volo equivale alle mie personali emissioni di otto mesi di viaggi in macchina. Vabbè, sono fatti tuoi, diranno i miei pochi ma affezionati lettori. Ora però cominciano a uscire notizie di ricerche condotte sulle emissioni di carbonio dovute ai voli dei ricercatori, in particolare dei ricercatori che si occupano di clima, e i dati sono allarmanti. Nature riferisce in un recente pezzo che i ricercatori dell’istituto norvegese di studi atmosferici Nilu fanno ben 24 voli l’anno ed emettono di conseguenza qualcosa come 4-6 tonnellate di anidride carbonica a testa. Non vorrai mica fermare la ricerca climatica, dirà qualcuno? Certamente no, però un po’ di attenzione è necessaria. Quel congresso, è indispensabile che ci vada? Quella riunione non può essere sostituita da un forum online oppure da uno scambio di email? Posso cercare un treno che arrivi a Vienna o a Parigi, invece di andarci in aereo?  Inoltre è possibile almeno provare a compensare le emissioni (il cosiddetto carbon offsetting) dei voli reputati indispensabili attraverso dei meccanismi di finanziamento di progetti per la riforestazione oppure per la produzione di energia rinnovabile, come fanno da anni alcuni ricercatori del Politecnico di Zurigo, che per ogni volo si tassavano per sostenere un progetto in Costarica e che ora gestiscono un’organizzazione denominata Myclimate, reputata tra le più affidabili del mondo in questo settore (tra parentesi il volo di cui sopra secondo Myclimate emette più di una tonnellata e ci vogliono 40 franchi svizzeri per compensarne le emissioni). Naturalmente queste misure personali non bastano, l’aviazione civile sta crescendo troppo in fretta e la Ue  sta lavorando per tassare le emissioni dei voli nell’ambito del sistema europeo di scambio delle emissioni ETS.

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