Togliersi il carbone dalla testa

20 10 2009
Invece del carbone

Invece del carbone

Diciamoci la verità: le rinnovabili sono un affare! Macché frugare pericolosamente nel sottosuolo di paesi remoti o addirittura in fondo al mare per estrarne materiali carboniosi solidi liquidi e gassosi da trasportare in giro per il pianeta, fino a dove vengono raffinati e/o consumati: la produzione energetica si fa a casa propria, una decina di pannelli sul tetto e/o una turbina di fianco a casa et voilà, il gioco è fatto, energia gratis e in alcuni casi anche un po’ di soldini. Fosse tutto così facile saremmo in un mondo migliore, dove non si combattono sanguinose guerre del petrolio, come in Iraq, non si… (continua su rinnovabili.it)





Se i consumi elettrici crescono troppo

1 09 2009
La parte del leone...

La parte del leone...

Le rinnovabili sono in crescita, lo dimostrano i dati forniti dal GSE nello scorso agosto, relativi al 2008. Impressionante il balzo del solare che quasi quadruplica rispetto alle cifre miserelle dell’anno prima, notevole anche il +30% dell’eolico. Però. Però bisogna dire che prima di tutto in Italia rinnovabili continua a significare di gran lunga idroelettrico (due terzi del totale) e soprattutto che, nonostante i recenti progressi, la domanda elettrica aumenta così tanto da impedire alle rinnovabili nazionali di “schiodarsi” dal loro contributo, che resta al di sotto del 20%, precisamente fermo al 17% circa. La domanda elettrica complessiva attuale resta intorno ai 339 gigawattora, (di cui 20 sono perdite di rete) mentre nel recente passato (1997) i consumi elettrici stavano sui 250 GWh, un aumento di quasi 8 punti percentuali l’anno. Considerando l’importazione (idroelettrico dall’Austria, principalmente) le fonti rinnovabili soddisfano appena un quarto dei consumi interni, il resto è prodotta da fonti fossili, con crescenti emissioni di gas serra, dell’ordine di 120-130 milioni di tonnellate di anidride carbonica, circa un quarto del totale nazionale. L’aumento dei consumi sembra imputabile soprattutto alla diffusione inarrestabile dei condizionatori ed all’aumento delle apparecchiature elettriche sempre accese sia nelle case che nei luoghi di lavoro e di commercio (impressionante nei dati Terna l’aumento dei consumi elettrici nel settore terziario, tra il 1997 e il 2008 si assiste quasi al raddoppio). Sarà mica ora di metterci un tetto?





Tetti fotovoltaici a gogo!

1 09 2009

Tetti al sole...

Secondo l’autorevole quotidiano francese Le Monde il fotovoltaico non sente la crisi, o meglio la crisi invece di avere effetti catastrofici si manifesta come un modesto rallentamento della corsa verso nuove fabbriche di componenti e l’installazione di nuovi impianti. Secondo l’articolo gli analisti si aspettano che il fotovoltaico possa raggiungere nel giro di una decina d’anni una quota intorno al 10% della produzione elettrica globale, un bel salto dall’attuale 1% circa. In effetti ho fatto una breve ricerca sugli impianti appena attivati o in corso di realizzazione su tetti di supermercati o capannoni in Emilia-Romagna e ne ho trovati molti, si vede che il nuovo conto energia inaugurato sotto Prodi-bis funziona bene. A Pontenure (Piacenza) Upim ha messo sul tetto del suo centro logistico un grande impianto da 2,8 MW su 60mila mq, vicino a Bologna è il tetto del Centro Nova che spicca per i suoi 300 kW su 6700 mq mentre nel resto della regione la Coop sta solarizzando, se così posso esprimermi, 14 diversi centri d’acquisto per complessivi 180 kW. Anche il magazzino Conad di Forlì non scherza con i suoi 150 kW su più di mille metri quadri, anche se il record vantato nel pezzo è ormai un ricordo… Se continueranno a diminuire i costi e ad aumentare l’efficienza delle celle ne vedremo delle belle. Restate collegati.





Il volàno è un gran bel gioco…

21 08 2009

I volani volano... sottoterra!

I volani volano... sottoterra!

Conservare l’energia elettrica prodotta in eccesso per i momenti in cui la domanda supera l’offerta: è questo il problema principale dei fornitori elettrici, un problema che diventa vitale per sfruttare al massimo la corrente rinnovabile prodotta dai sistemi eolici e solari, che sono attivi solo quando c’è abbastanza vento e sole e non sono azionabili a volontà dagli operatori come una centrale tradizionale. Un sistema molto interessante che si sta affermando commercialmente negli Stati Uniti è quello della conservazione meccanica dell’energia in batterie di grandi volani, rotanti ad alta velocità (fino a 16mila giri/min) e quasi senza attrito, grazie al vuoto e a un sistema a levitazione magnetica, che vengono accelerati quando la corrente è prodotta in eccesso e vengono rallentati per recuperare l’energia quando la domanda è più alta dell’offerta.  In giro c’è del genio, e non solo in Danimarca!





Con 24mila specchi…

10 08 2009
Occhio ai riflessi...

Occhio ai riflessi...

…si fanno 5 megawatt di potenza elettrica, e con 91 miglia quadrate (233 kmq) di centrali termosolari di questo genere si soddisferebbe l’intera domanda elettrica degli Stati Uniti. Questo almeno è quel che affermano i dirigenti di eSolar, azienda americana che ha appena inaugurato il grande impianto Sierra SunTower in California, il primo di questa taglia negli Usa. Sempre secondo il direttore Bill Gross, già noto per aver fondato e poi rivenduto a Google il sistema Picasa di gestione delle fotografie, questa centrale solare termica ha il costo realizzativo più basso del mondo, ottenuto utilizzando componenti prefabbricati, e il costo di produzione migliore, ottenuto con nuovi algoritmi di gestione degli specchi. Gli specchi sono infatti gestiti da un sistema automatico che li mantiene sempre puntati verso le caldaie poste in cima a due torri, dove viene riscaldato un liquido che fornisce poi calore a una turbina a vapore, che a sua volta la converte in corrente elettrica. Per avere un’idea più precisa di come funziona questo sistema guardare per esempio sul sito ufficiale del Gse. Si noti che l’impianto è stato realizzato con il supporto economico della California e con il sostegno della città di Lancaster, che punta a diventare “la capitale mondiale delle energie alternative” secondo il sindaco Rex Harris.

Fonte Ecoseed





Benvenuto CliMario

5 06 2009
Unaltro dizionario...

Un altro dizionario...

Un po’ per noia e un po’ per passione ho aggiunto a Pianetaserra una nuova pagina, un dizionario climatico che speriamo risulti utile ai miei (pochi) lettori. Si chiama CliMario e per ora contiene qualche decina di voci, tutte interconnesse, secondo la logica dell’ipertesto. La cosa è nata dalla constatazione che opere simili in circolazione sul web contengono diversi svarioni, che per carità di patria non cito. E visto che nessuno è senza peccato a questo punto dichiaro aperto anche CliMario per la caccia all’errore. Buona consultazione!





There you are… with an electric car!

16 04 2009
E ancora un sogno...

E' ancora un sogno...

Bene ragazzi, qualcosa si muove. Non da noi, naturalmente, ma in Inghilterra, dove oggi il governo dà il via a un piano di incentivazione (250 milioni di sterline) per l’acquisto di auto elettriche, e in Danimarca, dove verrà realizzata una rete di stazioni di ricarica (con corrente di produzione eolica) e sostituzione delle batterie scariche, del tipo di quella messa a punto e promossa dall’azienda del finanziere israeliano Shai Agassi, Better Place (bel nome, speriamo sia di augurio anche per i palestinesi…) .

E’ indubbio che la crisi petrolifera dell’anno scorso, seguita da quella finanziaria ed economica in cui il mondo si dibatte ancora, nei posti dove ancora qualcuno governa ragionando, si stia dimostrando un’enorme opportunità per affrontare anche la questione climatica. L’auto elettrica, ma più in generale il trasporto elettrico, offre infatti il vantaggio di sostituire in tempi ragionevolmente brevi la dipendenza dalle fonti fossili con una nuova dipendenza virtuosa dalle rinnovabili (per esempio eolico per gli schemi pubblici, solare per la ricarica domestica) e anche una serie di ghiotti vantaggi collaterali, come la virtuale scomparsa dei fumi di scarico e del rumore connessi con la combustione interna. Un altro vantaggio della transizione di massa all’elettrico sarebbe la creazione di una rete di stazioni di ricarica, che possono accumulare energia nelle batterie quando la produzione supera la domanda (tipicamente di notte) ed eventualmente rifornire la rete, quando quest’ultima  succhia più corrente di quella in produzione.

In Italia invece i piani per elettrificare i vecchi cinquini sono frenati da normative insensate.





Che fine ha fatto Fiorespina?

28 01 2009
Un fiore estinto?

Un fiore estinto?

Fiorespina è il curioso nome che la220, compagnia elettrica attiva dal 2005 sul mercato libero, aveva dato alla tariffa speciale per famiglie desiderose di alimentare i propri apparecchi con elettricità da fonti rinnovabili. Una poderosa campagna mediatica (soprattutto su radio e giornali di sinistra) e l’appoggio esplicito di Legambiente, avevano illuso molti (tra cui il sottoscritto) che la cosiddetta liberalizzazione del mercato elettrico avesse prodotto un frutto “verde”.  Ma sembra che di Fiorespina siano rimaste solo le spine, dato che a quanto si leggeva sul web la compagnia non esiste più, essendo stata ceduta ad un grossista elettrico denominato Greennetwork, che non appare intenzionato a vendere corrente se non al popolo delle partite Iva. Al numero verde 800800220 ci dicono che dalla fusione tra la220 e altre due aziende ne sia nata una nuova denominata Modula, che dovrebbe tornare presto a fornire il servizio tanto agognato: elettricità garantita da rinnovabili (e a basso prezzo) ai privati. Ci credo poco ma stiamo a vedere.





Ci vogliono un po’ di palle (oops!)

28 10 2008
Angela Merkel, politico e scienziato

Angela Merkel, politico e scienziato

Esatto, avete letto e capito giusto. Se la politica non dimostra un po’ di spina dorsale siamo fritti. E lo siamo sia per il riscaldamento globale che per la crisi economica. E’ ora di dimostrare leadership e prendere il toro per le corna. Le fonti rinnovabili, l’efficienza energetica, il ridisegno sostenibile dei sistemi di trasporto sono i temi dove si dimostra capacità di governo nel terzo millennio. Altro che chiedere in ginocchio al governo che ci finanzi l’ennesima autostrada. Altro che insistere con le centrali a turbogas o addirittura trastullarsi con il vecchio e pericoloso nucleare. Notizie recenti dicono che in California l’approccio ambiental-decisionista di Terminator Schwarzenegger e dei suoi predecessori ha già portato notevoli benefici in termini di occupazione e ricchezza, lo stesso sta apparendo con chiarezza in Germania, che sulle rinnovabili ha puntato sul serio e da anni, e ora un ponderoso rapporto internazionale Erec-Greenpeace chiarisce come un approccio rinnovabile alle rinnovabili (scusate il bisticcio) potrebbe mettere in moto un’industria da 360 miliardi di dollari l’anno. E salvarci la pelle, scusate il dettaglio. “All we need to kick start this plan is bold energy policy from world leaders” dice il comunicato stampa, ciò che per l’appunto ho sintetizzato nel titolo di questo pezzo… una politica energetica coraggiosa, e una classe dirigente coraggiosa. Tanto per chiarire che non sono maschilista, finora le palle su questo argomento le ha mostrate solo Angela Merkel in Europa.





Onu solare

6 10 2008
Un Solartaxi per Ban.

Un Solartaxi per Ban.

Lo scorso 12 settembre il segretario dell’Onu Ban Ki-moon ha dichiarato “a fantastic experience” la sua corsa in Solartaxi, un nuovo mezzo interamente solare col quale si è fatto trasportare in giro per New York sul percorso da casa al lavoro. Solartaxi, realizzato dallo svizzero Louis Palmer, è in giro per il mondo da un po’ e il suo viaggio propagandistico si concluderà in dicembre dopo un importante sosta a Poznan, in Polonia, sede dei prossimi colloqui climatici COP14, una tappa intermedia di negoziati climatici collocata tra la conferenza di Bali dell’anno scorso e quella di Copenhagen del 2009, che stabilirà le regole del post-Kyoto. La conferenza di Poznan avverrà dopo le presidenziali americane (anche se il nuovo presidente si insedia formalmente solo nel 2009) e sarà quindi importante per capire se a Washington tira un’aria nuova rispetto a quella, assai stantia, dell’amministrazione Bush.