Cinque mesi d’estate?

25 05 2009

Stai fresca...

Dopo sei mesi super piovosi scoppia di botto un caldo agostano (ieri 36 gradi e oltre in alcune zone della pianura emiliana), solo che siamo in maggio e in campo c’è il grano ancora verde… Per chi non è pratico di agricoltura questa osservazione può sembrare poetica o peregrina, ma non lo è affatto, il grano con un caldo così può letteralmente schiattare (gli agronomi la chiamano “stretta da caldo“) e le perdite produttive possono arrivare anche al 50%. Le previsioni stagionali non lasciano presagire granché di buono e quindi qui al nord possiamo dichiarare aperta la grande estate calda del 2009. Naturalmente speriamo di sbagliare e torneremo su questa previsione tra cinque mesi, già perchè ormai l’estate si prolunga sempre fino a ottobre… E, intendiamoci subito, se qualcuno chiede “ma questa anomalia non sarà mica da attribuirsi al cambiamento climatico?” noi rispondiamo subito… e invece sì. Smettiamola di illuderci, ogni anomalia calda che non venga seguita da una fredda uguale e contraria comporta un innalzamento della temperatura media. Persino durante i citati sei mesi di cattivo tempo che si sono conclusi il mese scorso, ogni volta che smetteva di piovere o nevicare, le temperature balzavano oltre le medie stagionali. Risultato: il clima ha continuato a scaldarsi. Un esempio di questi effetti (per la sola Emilia-Romagna) si può esaminare consultando il bollettino che produco ogni quattro mesi per l’ufficio. Un po’ arido magari ma impietoso: c’è scritto che se tutto continua ad andare avanti così, “business as usual” come dicono gli americani, ci ritroveremo nel 2020 a quasi un grado sopra il 1990. e nel 2100 a +3. Come se il nord avesse cominciato un viaggio verso il sud, o viceversa, duecento chilometri ogni trent’anni… Buon viaggio.





Forza col vento in montagna!

23 03 2009
Montecreto, prossima patria emiliana delleolico

Montecreto, prossima patria emiliana dell'eolico

In Italia il grosso dello sviluppo eolico è in meridione, ma il vento non manca anche nel nord, specie sui monti. L’energia dal vento, è bene ricordarlo per l’ennesima volta, è assolutamente pulita, le macchine che la producono sono (relativamente) facili da montare e da rimuovere, non producono radiazioni, gas tossici e aiutano a ridurre l’impatto umano sul clima. E’ di questi giorni la notizia che anche in Emilia-Romagna siamo prossimi all’approvazione di un parco eolico di tutto rispetto sulle falde del Monte Cimone, la vetta più alta della regione, nota a tutti gli appassionati di sci del modenese e delle province limitrofe e sede di una base militare dell’Aeronautica e di un laboratorio scientifico del Cnr. La nuova centrale sarà composta da quattro macchine da 1,5 MW alte 65 m, che forniranno corrente e reddito. La corrente dovrebbe servire a cancellare almeno in parte le emissioni serra dovute agli impianti di risalita del comune di Montecreto mentre il reddito dovrebbe fluire nelle casse della società Cimoncino, di cui è proprietaria anche Nicoletta Mantovani, la vedova Pavarotti. Questo almeno è quel che si capisce a leggere le un po’ confuse cronache giornalistiche locali. Se siete più informati il posto per i commenti c’è.





turbine eoliche contro il turbogas

21 08 2008

In tutta Italia sorgono comitati che cercano con maggiore o minore successo di contrastare l’attivazione di nuove centrali elettriche a gas naturale, le famose turbogas. Ad esempio vicino a Bologna ne vogliono costruire una al posto di una cartiera ormai chiusa, nella valle del fiume Reno, e questo suscita preoccupazioni da parte dei Verdi e petizioni di cittadini. Al di là dei giustificati allarmi per la prevista produzione di polveri sottili e di altri inquinanti qui vogliamo mettere in evidenza che una centrale a turbogas da 60 MW elettrici, come quella prevista dal protocollo tra Regione e il costruttore Dufenergy potrebbe essere sostituita da generatori eolici dislocati sulle creste appenniniche dove è maggiore la ventosità. Gli attuali generatori eolici hanno una taglia tipica da 1,5 MW e quindi ne basterebbero un centinaio, senza alcuna emissione di anidride carbonica nè di altri inquinanti. Bisognerebbe prendere esempio dall’Assia, regione tedesca dove all’inizio del 2008 la socialdemocratica Ypsilanti si è presentata alle elezioni proponendo di sostituire due centrali nucleari con ben 1700 impianti a fonti rinnovabili, e ha vinto!