Incredibile, le emissioni Usa sono in calo

14 10 2009
Se lo dice lui...

Se lo dice lui...

Meno nove per cento negli ultimi due anni: lo dice Lester Brown (foto) nel suo sito Earth Policy Institute. L’analista attribuisce questo calo, il primo da decenni, quindi un evento di importanza storica, non solo alla recessione ma anche a miglioramenti nel sistema energetico americano e nell’efficienza. Fosse vero… Nel frattempo repubblicani e democratici trasversalmente sensibili alla questione climatica stanno cercando di far passare al senato la nuova legge climatica e hanno scritto insieme un editoriale ospitato sul New York Times.





Bing!

5 08 2009
Poliuretano sotto il duomo di Milano

Poliuretano a Milano

Cercavo notizie sul nuovo motore di ricerca Microsoft, che come già saprete si chiama Bing, quando sono incappato in un altro Bing, il nome della federazione europea dei fabbricanti di isolanti edilizi in poliuretano espanso rigido. Nella home page di questa associazione di associazioni, che ha sede a Bruxelles, ho trovato un pdf contenente un’interessante e molto documentata analisi del perché e percome bisogna isolare gli edifici con particolare attenzione alla questione delle emissioni di CO2 dal patrimonio edilizio. Lo studio, intitolato Insulation for sustainability ed eseguito da un’azienda di consulenza energetica inglese, mostra tra l’altro che  gli edifici, inclusi quelli dove si lavora, cioè uffici e capannoni industriali, consumano circa la metà di tutta l’energia usata in Europa. Il documento mostra come si possa giungere sia nel nuovo che nel ristrutturato a consumi estremamente ridotti (Low Heat standard) o addirittura nulli (No Heat standard), come nelle famose Passiv Haus teutoniche, che ora sono in corso di migrazione verso i climi più caldi del sud Europa, dove i consumi energetici e le emissioni non sono tanto legati al riscaldamento quando al raffreddamento estivo.





Fregati dal rimbalzo?

15 05 2009
Rimbalzo energetico...

Rimbalzo energetico...

E’ poco noto tra chi non si occupa di energetica e di economia ma è in agguato e ci aspetta: gli inglesi lo chiamano “rebound effect” e si diverte ad annullare buona parte o anche tutti i vantaggi ottenuti con l’efficienza energetica. In sostanza dopo ogni progresso tecnologico i risparmi energetici ottenuti tendono ad essere rapidamente cancellati da nuovi consumi. Esempio: le auto attuali consumano meno di quelle vecchie però hanno tutte il condizionatore, che si “mangia” i vantaggi energetici ottenuti lavorando sul motore. Ora c’è uno studio che finalmente ne parla in merito alla politica climatica europea, quella proposta a suo tempo dalla Merkel e che potrebbe essere fatta propria anche da Obama a Copenaghen. In sostanza la ricetta di Merkel è basata su fonti rinnovabili ma anche sul risparmio energetico, lo studio però mette in evidenza l’eccessivo ottimismo della cancelliera, dato che il rimbalzo potrebbe annullare circa il 50% dei benefici attesi dalla strategia 20-20-20. Da meditare.





Lampadine, cambiarle fa bene

21 01 2009
Unidea migliore

Un'idea migliore

Mi scuseranno gli ecologisti professionisti, è agli indecisi che mi rivolgo. Cambiare le lampadine di casa con quelle fluorescenti compatte magari non vi sembra intelligente, costano care e talvolta si accendono con minore prontezza di quelle inventate da Edison, però se facciamo due conti vediamo che conviene, sia dal punto di vista economico che ambientale. Anzitutto la questione del prezzo è un falso problema: le fluorescenti durano da 5 a 10 volte più delle lampade normali (queste ultime hanno una vita media di circa 1000 ore mentre una fluorescente dura 5-10mila ore). Quindi se una lampadina fluorescente compatta costa 5 Euro, questa cifra va messa a confronto col prezzo di almeno cinque lampadine tradizionali, che stanno per l’appunto a circa un Euro l’una… Il vantaggio delle fluorescenti è che scaldano poco, molto meno di quelle a incandescenza e quindi sono più efficienti: con un tubo da 11 watt si ha la stessa luce di una lampadina da 60 e dunque si riduce a circa un quinto il consumo di corrente. Su 5000 ore di funzionamento (4-5 ore al giorno per 4 lampadine per un anno) si risparmiano fino a 35 euro l’anno. Inoltre  le emissioni di anidride carbonica passano da 150 a 30 kg l’anno. Convinti? Una sola avvertenza, anzi due, conviene sostituire solo le lampadine che stanno accese più a lungo (almeno qualche ora al giorno) e mai, dicesi mai, montare una lampadina fluorescente se al posto dell’interruttore avete un regolatore di luminosità o reostato, perché la buttereste via subito. Ultima cosa, quando si rompono, vanno portate in discarica controllata o stazione ecologica, perché devono essere smaltite con cautela, dato il contenuto non trascurabile di mercurio.





Firmate per il 55%

9 12 2008
Aridacce lincentivo...

Aridacce l'incentivo...

Il governo Berlusconi con il Decreto Legge n° 185, art. 29, ha di fatto cancellato il contributo del 55% alle spese di ristrutturazione energetica degli edifici. Vi invito a sottoscrivere la petizione online che chiede il ripristino di questa importantissima agevolazione fiscale. Il patrimonio edilizio italiano è inutilmente energivoro e contribuisce in modo molto pesante alle nostre emissioni di gas serra. Anche l’Onu con il quarto rapporto Ipcc sostiene la necessità di agire sull’edilizia esistente per ridurre le emissioni di CO2. Questa cancellazione governativa è irresponsabile e non favorisce affatto la ripresa economica strozzando sul nascere un settore, quello delle ristrutturazioni energetiche, che mostrava i primi segni di un vigoroso sviluppo.





Ci vogliono un po’ di palle (oops!)

28 10 2008
Angela Merkel, politico e scienziato

Angela Merkel, politico e scienziato

Esatto, avete letto e capito giusto. Se la politica non dimostra un po’ di spina dorsale siamo fritti. E lo siamo sia per il riscaldamento globale che per la crisi economica. E’ ora di dimostrare leadership e prendere il toro per le corna. Le fonti rinnovabili, l’efficienza energetica, il ridisegno sostenibile dei sistemi di trasporto sono i temi dove si dimostra capacità di governo nel terzo millennio. Altro che chiedere in ginocchio al governo che ci finanzi l’ennesima autostrada. Altro che insistere con le centrali a turbogas o addirittura trastullarsi con il vecchio e pericoloso nucleare. Notizie recenti dicono che in California l’approccio ambiental-decisionista di Terminator Schwarzenegger e dei suoi predecessori ha già portato notevoli benefici in termini di occupazione e ricchezza, lo stesso sta apparendo con chiarezza in Germania, che sulle rinnovabili ha puntato sul serio e da anni, e ora un ponderoso rapporto internazionale Erec-Greenpeace chiarisce come un approccio rinnovabile alle rinnovabili (scusate il bisticcio) potrebbe mettere in moto un’industria da 360 miliardi di dollari l’anno. E salvarci la pelle, scusate il dettaglio. “All we need to kick start this plan is bold energy policy from world leaders” dice il comunicato stampa, ciò che per l’appunto ho sintetizzato nel titolo di questo pezzo… una politica energetica coraggiosa, e una classe dirigente coraggiosa. Tanto per chiarire che non sono maschilista, finora le palle su questo argomento le ha mostrate solo Angela Merkel in Europa.