
Cara sirenetta, ci hai proprio deluso...
Il non-accordo
Lorenzo Fioramonti, 20 dicembre 2009
Come previsto, l’accordo di Copenaghen è stato un non-accordo, giusto per non perdere completamente la faccia. Abbiamo assistito all’ultimo atto di una conferenza deprimente, mal gestita e sorda alle richieste di milioni e milioni di cittadini in tutto il mondo. È un non-accordo perché non accontenta nessuno. Non risponde alle richieste degli stati insulari, che chiedevano tagli certi e rapidi alle emissioni. Non accontenta i paesi più poveri che volevano investimenti sicuri e regolari per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Non accontenta i paesi europei che chiedevano tagli incisivi nei prossimi anni. Non risponde ai risultati della ricerca scientifica che individuava standard precisi di riduzione che non verranno mai rispettati. Si tratta di promesse, semplicemente parole. Così come le promesse sull’aumento dei fondi allo sviluppo (il famoso 0,7 del PIL), da sempre disattese. O quelle degli obiettivi del millennio, una pantomima ridicola di menefreghismo internazionale. Siamo nuovamente al punto di partenza. Non solo non si è deciso nulla, ma si è messo l’orologio avanti di un anno. Chissà se il 2010 porterà consiglio. C’è sicuramente poco da sperare, a meno che i cittadini non comincino a far sentire la propria voce. A partire da ora.





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