Navi a carbonio

24 06 2009
Mega emissions!?

Mega emissions!?

L’altra  sera sono rientrato dalla Sardegna su un traghetto veloce, il Mega Express della Corsica-Sardinia Ferries, che faceva la rotta Golfo Aranci – Livorno, e non sapendo bene come passare il tempo ho fatto un paio di domande a qualche membro dell’equipaggio. Un’indagine rapidissima che mi ha lasciato però interdetto: oltre a scoprire che la nave viaggiava quasi vuota (eravamo in cinquecento ma la capienza è per quasi duemila persone!) un signore in tuta che aveva l’aria di sapere di cosa parlava mi ha rivelato che per fare il tragitto quel traghetto consumava ogni volta ben quaranta tonnellate di “fuel”, che non è gasolio ma qualcosa di molto meno raffinato e dunque più inquinante. Ora supponendo che ogni chilo di questa specie di nafta faccia 3 kg di co2, la nave dell’altra sera per ogni passeggero trasportato ha emesso ben 240 kg di anidride carbonica… Siamo intorno a un kg/km/passeggero, una roba folle, sei volte superiore a quella di un’auto media occupata da una persona sola e dodici volte superiore alle emissioni di un aereo di linea! Spero di essermi sbagliato, qualcuno ne sa piú di me?





Eolico assassino

10 06 2009
Ci difende dalle pale...

Ci difende dalle pale...

Ieri sera in orario quasi notturno mi è capitato di assistere a un breve dibattito televisivo organizzato da Rai2. L’argomento era introdotto da una scheda su Volterra, bellissimo centro toscano che ha deciso di bandire l’eolico e persino il fotovoltaico dal suo territorio per motivi paesaggistici. In studio c’erano due signori piuttosto attempati ai quali un giornalista col pizzetto da moschettiere rivolgeva domande tutt’altro che aggressive. Il tutto è durato forse dieci minuti, al termine dei quali immagino che un telespettatore mediamente assonnato abbia tratto le seguenti conclusioni: meno male che in Italia ci sono delle brave persone che sanno discutere in tv senza litigare, meno male che quelle stesse brave persone ci proteggono dall’invasione dei mostri eolici. Una delle brave persone era Carlo Ripa di Meana (foto), ex verde ed ex ministro dell’ambiente, ora animatore del comitato che contrasta la diffusione dell’eolico in Italia, in connessione con Giscard d’Estaing, ex presidente francese, che lo fa a scala europea, e con Vittorio Sgarbi, ex condannato per truffa allo Stato, che lo fa a scala siciliana. Ripa ha eloquentemente ed elegantemente sostenuto le sue tesi, che si possono riassumere nella frase “le torri eoliche assassinano il nostro paesaggio, fermiamole”, punto. Dall’altra parte c’era il presidente dell’Enea, l’economista prof. Paganetto, che a mio modesto parere avrebbe potuto anche non esserci, dato che quel che ha detto è stato così poco efficace e rilevante che quasi non lo ricordo. Il bello è che l’Enea ha appena pubblicato un numero della sua rivista in gran parte dedicato all’eolico dal quale il professore avrebbe potuto trarre abbondanti argomenti per rintuzzare le tesi di Ripa e almeno dire che sull’eolico il suo ente fa ricerca da molti anni anche per ridurne l’impatto (tutto da dimostrare) sull’ambiente. Nessuno dei tre ha minimamente accennato alla questione dei cambiamenti climatici, o all’importanza strategica per il nostro paese di sviluppare la fonte eolica per affrancarsi almeno in parte dalla quasi totale dipendenza dalle fonti fossili d’importazione e per tentare di raggiungere almeno gli obiettivi di Kyoto, per non parlare di quelli europei proposti due anni fa dalla Merkel. Si vede che nessuno dei presenti ha letto e meditato il libro di Lester Brown, Plan B, che, oltre a spiegare con dovizia di particolari in che catastrofe ci stiamo infilando se nessuno fa niente di serio per ridurre le emissioni di anidride carbonica (piano A), propone l’eolico come elemento indispensabile di una complessa ricetta (il piano B, appunto) per salvare la civilizzazione industriale che tanto ci piace e che ci ha dato per esempio la televisione, il frigorifero e la lavatrice, tutta robina che si fabbrica e funziona solo producendo tanta corrente elettrica. Comunque, per tornare alla trasmissione, mi è venuta in mente la vecchia canzoncina di Renzo Arbore “No, non è la Bbc, questa è la Rai, la Rai tv!”.





Benvenuto CliMario

5 06 2009
Unaltro dizionario...

Un altro dizionario...

Un po’ per noia e un po’ per passione ho aggiunto a Pianetaserra una nuova pagina, un dizionario climatico che speriamo risulti utile ai miei (pochi) lettori. Si chiama CliMario e per ora contiene qualche decina di voci, tutte interconnesse, secondo la logica dell’ipertesto. La cosa è nata dalla constatazione che opere simili in circolazione sul web contengono diversi svarioni, che per carità di patria non cito. E visto che nessuno è senza peccato a questo punto dichiaro aperto anche CliMario per la caccia all’errore. Buona consultazione!





Buone nuove da Copenaghen

3 06 2009

chartCalano piano ma calano le emissioni europee, e per il terzo anno consecutivo. I dati 2007 sono stati diffusi dall’Agenzia europea per l’ambiente e dicono che l’Europa dei 27 è già al di sotto dell’obiettivo di Kyoto (-9,3% rispetto al 1990) mentre quella dei 15 è sulla buona strada (-5%) . Chi pare ancora lontano da Kyoto è l’Italia che invece, pur calando le emissioni rispetto al passato, nel 2007 se ne stava ancora a 552 milioni di tonnellate di CO2 eq, cioè a +6,9% mentre dovrebbe andare a -6,5%, cioè in cifre assolute a 483 Mt. Sono sicuro che nel 2008, complici i prezzi pazzi del petrolio e la successiva crisi finanziaria ed economica, le emissioni sono scese di molto, ma prima di avere i dati ci vorrà un’altro annetto… In ogni caso con 59,6 milioni di residenti il dato italiano faceva nel 2007  una media di 9,3 ton CO2 pro capite, più bassa di quella dell’EU27, che supera di poco le 10 ton.