Silvio, vai in Danimarca!

8 07 2009
Fatti un viaggio a spese nostre...

Fatti un viaggio a spese nostre...

Segnalo l’importante campagna lanciata da Greenpeace per convincere Silvio Berlusconi a impegnarsi nel processo negoziale e nella conferenza di Copenaghen, che in dicembre dovrebbe gettare le basi per il nuovo trattato sul clima che dal 2012 sostituirà quello di Kyoto. Per partecipare ci vuole uno sforzo minimo, basta sottoscrivere un’educata e dettagliata lettera predisposta dall’organizzazione ambientalista. Se firmate fatemelo sapere con un commento a questo articolo.





Obama, dacci un taglio!

6 07 2009
La strada è stretta ma bisogna andare avanti...

La strada è stretta ma bisogna andare avanti...

Se anche il Senato americano approverà la nuova linea di Obama sulle emissioni (il che non è mica detto…), gli Stati Uniti dovrebbero adottare un obiettivo di taglio del 17% delle emissioni di CO2 entro il 2020, da calcolarsi partendo non dal 1990 ma dal 2005. In quell’anno le emissioni Usa si aggiravano intorno ai 6 miliardi di tonnellate, il 17% in meno significa quindi un taglio di 1 miliardo di tonnellate, da realizzarsi attraverso il ricorso a diminuzioni dei consumi e adozione di fonti rinnovabili (soprattutto vento). Si tratta di un’inversione di rotta totale rispetto all’era Bush, nella quale neppure si riconosceva l’esistenza del problema climatico e ogni possibile discorso di tagli alle emissioni veniva visto come un attentato alla cosiddetta “american way of life” che chissà perché deve per forza significare spreco sistematico di energia e materiali. Non siamo del tutto ingenui e sappiamo bene che ogni taglio ai consumi energetici implica un altrettanto evidente taglio negli immensi profitti delle compagnie petrolifere (non dimentichiamo che, crisi o non crisi, Exxon è sempre l’azienda più redditizia del pianeta). In ogni caso, per quanto grande possa apparire questa svolta, siamo di fronte a un passo decisamente insufficiente: se in Europa riusciamo a “sopravvivere” piuttosto bene con dieci tonnellate di emissioni l’anno a persona non si capisce perché non possano fare lo stesso anche gli americani, e in questo caso il taglio potrebbe essere del 50%, dato che il loro standard (fino al 2008) era di venti tonnellate a testa, cioè il doppio di noi. Naturalmente un taglio di questo genere implicherebbe una serie di scelte ben più impegnative che la semplice sostituzione dei SUV con auto normali di stile Fiat o il passaggio dal carbone al gas naturale nelle centrali elettriche. Per esempio pensiamo ai trasporti pubblici tra le città, che negli Usa sostanzialmente significano aerei, pullman e treni a nafta, mentre in Europa significano soprattutto treni elettrici. Per poter tagliare significativamente i voli aerei e i pullman gli Usa dovrebbero investire in una rete ferroviaria intercity ad alta velocità e in tranvie leggere ad uso dei pendolari e delle connessioni più  brevi. Comunque a giudicare da questa notizia dalla casa Bianca anche su questi argomenti Barack è ferrato…





Navi a carbonio

24 06 2009
Mega emissions!?

Mega emissions!?

L’altra  sera sono rientrato dalla Sardegna su un traghetto veloce, il Mega Express della Corsica-Sardinia Ferries, che faceva la rotta Golfo Aranci – Livorno, e non sapendo bene come passare il tempo ho fatto un paio di domande a qualche membro dell’equipaggio. Un’indagine rapidissima che mi ha lasciato però interdetto: oltre a scoprire che la nave viaggiava quasi vuota (eravamo in cinquecento ma la capienza è per quasi duemila persone!) un signore in tuta che aveva l’aria di sapere di cosa parlava mi ha rivelato che per fare il tragitto quel traghetto consumava ogni volta ben quaranta tonnellate di “fuel”, che non è gasolio ma qualcosa di molto meno raffinato e dunque più inquinante. Ora supponendo che ogni chilo di questa specie di nafta faccia 3 kg di co2, la nave dell’altra sera per ogni passeggero trasportato ha emesso ben 240 kg di anidride carbonica… Siamo intorno a un kg/km/passeggero, una roba folle, sei volte superiore a quella di un’auto media occupata da una persona sola e dodici volte superiore alle emissioni di un aereo di linea! Spero di essermi sbagliato, qualcuno ne sa piú di me?





Eolico assassino

10 06 2009
Ci difende dalle pale...

Ci difende dalle pale...

Ieri sera in orario quasi notturno mi è capitato di assistere a un breve dibattito televisivo organizzato da Rai2. L’argomento era introdotto da una scheda su Volterra, bellissimo centro toscano che ha deciso di bandire l’eolico e persino il fotovoltaico dal suo territorio per motivi paesaggistici. In studio c’erano due signori piuttosto attempati ai quali un giornalista col pizzetto da moschettiere rivolgeva domande tutt’altro che aggressive. Il tutto è durato forse dieci minuti, al termine dei quali immagino che un telespettatore mediamente assonnato abbia tratto le seguenti conclusioni: meno male che in Italia ci sono delle brave persone che sanno discutere in tv senza litigare, meno male che quelle stesse brave persone ci proteggono dall’invasione dei mostri eolici. Una delle brave persone era Carlo Ripa di Meana (foto), ex verde ed ex ministro dell’ambiente, ora animatore del comitato che contrasta la diffusione dell’eolico in Italia, in connessione con Giscard d’Estaing, ex presidente francese, che lo fa a scala europea, e con Vittorio Sgarbi, ex condannato per truffa allo Stato, che lo fa a scala siciliana. Ripa ha eloquentemente ed elegantemente sostenuto le sue tesi, che si possono riassumere nella frase “le torri eoliche assassinano il nostro paesaggio, fermiamole”, punto. Dall’altra parte c’era il presidente dell’Enea, l’economista prof. Paganetto, che a mio modesto parere avrebbe potuto anche non esserci, dato che quel che ha detto è stato così poco efficace e rilevante che quasi non lo ricordo. Il bello è che l’Enea ha appena pubblicato un numero della sua rivista in gran parte dedicato all’eolico dal quale il professore avrebbe potuto trarre abbondanti argomenti per rintuzzare le tesi di Ripa e almeno dire che sull’eolico il suo ente fa ricerca da molti anni anche per ridurne l’impatto (tutto da dimostrare) sull’ambiente. Nessuno dei tre ha minimamente accennato alla questione dei cambiamenti climatici, o all’importanza strategica per il nostro paese di sviluppare la fonte eolica per affrancarsi almeno in parte dalla quasi totale dipendenza dalle fonti fossili d’importazione e per tentare di raggiungere almeno gli obiettivi di Kyoto, per non parlare di quelli europei proposti due anni fa dalla Merkel. Si vede che nessuno dei presenti ha letto e meditato il libro di Lester Brown, Plan B, che, oltre a spiegare con dovizia di particolari in che catastrofe ci stiamo infilando se nessuno fa niente di serio per ridurre le emissioni di anidride carbonica (piano A), propone l’eolico come elemento indispensabile di una complessa ricetta (il piano B, appunto) per salvare la civilizzazione industriale che tanto ci piace e che ci ha dato per esempio la televisione, il frigorifero e la lavatrice, tutta robina che si fabbrica e funziona solo producendo tanta corrente elettrica. Comunque, per tornare alla trasmissione, mi è venuta in mente la vecchia canzoncina di Renzo Arbore “No, non è la Bbc, questa è la Rai, la Rai tv!”.





Benvenuto CliMario

5 06 2009
Unaltro dizionario...

Un altro dizionario...

Un po’ per noia e un po’ per passione ho aggiunto a Pianetaserra una nuova pagina, un dizionario climatico che speriamo risulti utile ai miei (pochi) lettori. Si chiama CliMario e per ora contiene qualche decina di voci, tutte interconnesse, secondo la logica dell’ipertesto. La cosa è nata dalla constatazione che opere simili in circolazione sul web contengono diversi svarioni, che per carità di patria non cito. E visto che nessuno è senza peccato a questo punto dichiaro aperto anche CliMario per la caccia all’errore. Buona consultazione!





Buone nuove da Copenaghen

3 06 2009

chartCalano piano ma calano le emissioni europee, e per il terzo anno consecutivo. I dati 2007 sono stati diffusi dall’Agenzia europea per l’ambiente e dicono che l’Europa dei 27 è già al di sotto dell’obiettivo di Kyoto (-9,3% rispetto al 1990) mentre quella dei 15 è sulla buona strada (-5%) . Chi pare ancora lontano da Kyoto è l’Italia che invece, pur calando le emissioni rispetto al passato, nel 2007 se ne stava ancora a 552 milioni di tonnellate di CO2 eq, cioè a +6,9% mentre dovrebbe andare a -6,5%, cioè in cifre assolute a 483 Mt. Sono sicuro che nel 2008, complici i prezzi pazzi del petrolio e la successiva crisi finanziaria ed economica, le emissioni sono scese di molto, ma prima di avere i dati ci vorrà un’altro annetto… In ogni caso con 59,6 milioni di residenti il dato italiano faceva nel 2007  una media di 9,3 ton CO2 pro capite, più bassa di quella dell’EU27, che supera di poco le 10 ton.





The Candidate

29 05 2009

verdibo

Ebbene sì, è ora di passare dalle parole ai fatti. Mi hanno chiesto di farlo e io ho accettato. Mi candido, a Bologna, alle elezioni comunali (e di quartiere) con i Verdi per Bologna, che sono in squadra con il candidato sindaco Flavio Delbono (in quartiere con Andrea Forlani). Ho un programma per chi va in bicicletta, chi va a piedi e chi si muove con i mezzi pubblici, in sostanza un programma per la riduzione delle emissioni serra dovute ai trasporti urbani, che sono una grossa fetta del totale e soprattutto continuano a crescere. Se la cosa vi interessa ecco il mio volantino con tanto di programma elettorale. Incrociamo le dita…





Cinque mesi d’estate?

25 05 2009

Stai fresca...

Dopo sei mesi super piovosi scoppia di botto un caldo agostano (ieri 36 gradi e oltre in alcune zone della pianura emiliana), solo che siamo in maggio e in campo c’è il grano ancora verde… Per chi non è pratico di agricoltura questa osservazione può sembrare poetica o peregrina, ma non lo è affatto, il grano con un caldo così può letteralmente schiattare (gli agronomi la chiamano “stretta da caldo“) e le perdite produttive possono arrivare anche al 50%. Le previsioni stagionali non lasciano presagire granché di buono e quindi qui al nord possiamo dichiarare aperta la grande estate calda del 2009. Naturalmente speriamo di sbagliare e torneremo su questa previsione tra cinque mesi, già perchè ormai l’estate si prolunga sempre fino a ottobre… E, intendiamoci subito, se qualcuno chiede “ma questa anomalia non sarà mica da attribuirsi al cambiamento climatico?” noi rispondiamo subito… e invece sì. Smettiamola di illuderci, ogni anomalia calda che non venga seguita da una fredda uguale e contraria comporta un innalzamento della temperatura media. Persino durante i citati sei mesi di cattivo tempo che si sono conclusi il mese scorso, ogni volta che smetteva di piovere o nevicare, le temperature balzavano oltre le medie stagionali. Risultato: il clima ha continuato a scaldarsi. Un esempio di questi effetti (per la sola Emilia-Romagna) si può esaminare consultando il bollettino che produco ogni quattro mesi per l’ufficio. Un po’ arido magari ma impietoso: c’è scritto che se tutto continua ad andare avanti così, “business as usual” come dicono gli americani, ci ritroveremo nel 2020 a quasi un grado sopra il 1990. e nel 2100 a +3. Come se il nord avesse cominciato un viaggio verso il sud, o viceversa, duecento chilometri ogni trent’anni… Buon viaggio.





Fregati dal rimbalzo?

15 05 2009
Rimbalzo energetico...

Rimbalzo energetico...

E’ poco noto tra chi non si occupa di energetica e di economia ma è in agguato e ci aspetta: gli inglesi lo chiamano “rebound effect” e si diverte ad annullare buona parte o anche tutti i vantaggi ottenuti con l’efficienza energetica. In sostanza dopo ogni progresso tecnologico i risparmi energetici ottenuti tendono ad essere rapidamente cancellati da nuovi consumi. Esempio: le auto attuali consumano meno di quelle vecchie però hanno tutte il condizionatore, che si “mangia” i vantaggi energetici ottenuti lavorando sul motore. Ora c’è uno studio che finalmente ne parla in merito alla politica climatica europea, quella proposta a suo tempo dalla Merkel e che potrebbe essere fatta propria anche da Obama a Copenaghen. In sostanza la ricetta di Merkel è basata su fonti rinnovabili ma anche sul risparmio energetico, lo studio però mette in evidenza l’eccessivo ottimismo della cancelliera, dato che il rimbalzo potrebbe annullare circa il 50% dei benefici attesi dalla strategia 20-20-20. Da meditare.





Un po’ di autopromozione…

14 05 2009
Grazie Oscar...

Grazie Oscar...

Con orgoglio annunciamo che il nostro testo GoingGreen, liberamente scaricabile da questo blog è ora un capitolo di un nuovo libro, La Forma dell’Urbano, il paradigma vegetale, a cura di Oscar Marchisio e Daniele Ara, edito dalla casa editrice Socialmente, in vendita nelle librerie a 20 euro. Lunedì scorso il libro è stato presentato al pubblico nella libreria Irnerio di Bologna.