La Cina e il clima

meglio che resti ghiacciata…

Qualche giorno fa l’Agenzia internazionale per l’energia ha informato il mondo che le emissioni di anidride carbonica nel 2011 sono salite ancora, stimando che siano arrivate a quasi 32 miliardi di tonnellate. La Cina, che ora è saldamente in testa alla classifica dei paesi emettitori, ha aumentato le proprie emissioni di quasi il 10 per cento rispetto all’anno prima, compensando ampiamente il calo dei paesi occidentali colpiti dalla crisi e/o avviati a una ristrutturazione energetica in senso rinnovabile (l’Italia per esempio da fanalino di coda delle rinnovabili è passata oggi al secondo posto al mondo per fotovoltaico, dietro la Germania). Uno dei massimi rappresentanti dell’Agenzia ha dichiarato che se le cose continuano così stiamo puntando dritti dritti a un aumento insostenibile delle temperature globali, qualcosa come +6 gradi… In questo quadro desta grande preoccupazione un recente studio di simulazione sull’Antartide che prevede il possibile sprofondamento in mare di un enorme ghiacciaio denominato Filchner-Ronne Ice Shelf (foto) con conseguente aumento di metri del livello marino. Visto che in Cina moltissime grandi città sono sulla riva del mare, sarà meglio che anche lorsignori si diano una regolata se non vogliono finire male.

Uomini e squali

morire per una zuppa

Lo scorso anno in tutto il mondo dodici persone sono state uccise dagli squali. Lo scorso anno in tutto il mondo quaranta milioni di squali sono stati uccisi dalle persone. Secondo New Scientist milioni di questi grandi pesci vengono uccisi deliberatamente per preparare la zuppa di pinne di pescecane, una costosa leccornia che in Cina è sempre più richiesta, e altrettanti milioni accidentalmente, catturandoli con reti da pesca che non erano destinate a loro. La strage è talmente estesa che si teme per l’estinzione di numerose specie in varie zone del pianeta e per l’equilibrio biologico complessivo degli oceani. Gli squali infatti sono in maggioranza dei superpredatori, cioè mangiano pesci e altri animali carnivori come le foche, che a loro volta si nutrono di pesce erbivoro. In assenza di squali i carnivori mangiano troppo e si rischia la scomparsa di estesi ecosistemi, con gravi ripercussioni anche sulla stessa pesca. In molte zone turistiche come le Seychelles, le Galapagos e le Maldive la gente si immerge proprio per vedere gli squali, ovviamente la loro scomparsa genera danni economici molto rilevanti al turismo. In alcune zone infatti la pesca allo squalo è stata vietata, ma questo ingenera il fenomeno del bracconaggio, contrastato tra gli altri dagli attivisti di Sea Sheperd (letteralmente pastore del mare), un’organizzazione ecologista diretta dal capitano canadese Paul Watson, salito recentemente agli onori della cronaca per il suo arresto… in Germania! Le autorità tedesche hanno pedissequamente eseguito un mandato internazionale spiccato dal Costa Rica, paese che peraltro ha vietato la pesca alle pinne di squalo. Il capitano Watson è accusato di pirateria per aver ostacolato la pesca di frodo con la sua barca e rischia se trasferito nelle carceri centro americane di finire molto male, dato che i bracconieri sono criminali che là dentro hanno amici pronti a farlo fuori per pochi soldi, o almeno così temono i sostenitori dell’organizzazione, che stanno conducendo una campagna per l’annullamento dell’estradizione. Gli squali forse scarseggiano in mare, ma a terra sono più abbondanti che mai…

Il camion a metano è Fiat

e vai col bombolone…

Non sono certo un tifoso del gruppo Fiat, specialmente nella versione capitanata da Marchionne, però questa notizia mi ha colpito positivamente: Iveco ha presentato il mese scorso in una fiera specializzata olandese un camion a metano (se vogliamo usare il linguaggio ufficiale della ditta diciamo un “trattore stradale a due assi con semirimorchio a gas naturale”). Il nuovo mezzo si chiama Stralis, per ora è proposto per impieghi a  corto e medio raggio (per esempio la raccolta dei rifiuti) ma ne dovrebbero uscire anche delle versioni più pesanti, adatte al normale lavoro di un Tir. E’ una notizia positiva, i camion a metano emettono un decimo del particolato che fanno i diesel e secondo il mio modesto parere potrebbero contribuire notevolmente a diminuire l’inquinamento dell’aria, per esempio nella nostra martoriata Val Padana. Certo è che andrebbero adottati in massa dai trasportatori, e per questo ci vorrebbe un intervento legislativo del governo che avrebbe ad un tempo valenza ambientale economica e occupazionale. Ministro Clini e colleghi, non è che trovate cinque minuti per parlarne?

Basta la pasta?

miseria e nobiltà

Consultando l’etichetta sulla scatola si scopre che in mezzo chilo di pasta c’è abbastanza energia per sfamare una persona media per un giorno. Nel mondo secondo la Fao ci sono circa 1,4 miliardi di ettari di terra coltivabile, che divisi per i sette miliardi di abitanti del pianeta fanno circa duemila metri quadri di terreno a testa, da cui ogni anno si possono ricavare almeno 400 chili di grano, corrispondenti a circa un chilo di pasta al giorno. Cosa ci dice questo semplice conto? Ci dice che al mondo nessuno dovrebbe soffrire la fame. Persino se fossimo dieci miliardi il mezzo chilo di pasta a testa tutti i giorni sarebbe più che garantito. Basta però che un signore si sieda in una steakhouse e chieda una bella bisteccona di manzo da mezzo chilo ed ecco che si è pappato il cibo di dieci persone, perché la sua bisteccona per diventare tale ha consumato dieci volte il proprio peso in granaglie. Basta che lo stesso signore faccia poi il pieno al suv con etanolo ricavato da mais ed ecco che altre dieci persone hanno perso il mangiativo.

Il problema del mondo non sono i poveri, il problema del mondo siamo noi ricchi.

Gentile Ministro Corrado Clini

siamo arrivati a 390 ppm di CO2, dobbiamo tornare a 350!

Gentile Ministro dell’ambiente, il nostro Paese, contrariamente a moltissimi altri Paesi europei, è privo di una strategia climatica, in particolare non è reperibile al momento alcun Piano di valutazione degli impatti del cambiamento climatico e di adattamento, nonostante le frequenti calamità (alluvioni, siccità, ondate di calore ecc.) ricollegabili ad un clima sempre più caldo, mutevole e pericoloso. In Francia, tanto per fare un esempio vicino a noi, è in attuazione il Piano di adattamento 2011-2015, deciso in base a una specifica legge del 2009, come si può verificare sul sito dell’Agenzia Europea per l’Ambiente.

In occasione del Climate Impacts Day del 5 maggio 2012, promosso in tutto il mondo dal movimento 350.org, sono quindi a richiamare la Sua attenzione su un tema tanto importante per l’Italia e per i suoi cittadini presenti e futuri, e La invito ad agire con la necessaria determinazione ed urgenza, coinvolgendo la cittadinanza, le istituzioni tecniche e scientifiche, il Parlamento e il Governo.

Certo della Sua attenzione, La saluto cordialmente

Nome Cognome Indirizzo e-mail

(inviare entro il 5/5/2012 una copia di questa lettera o altra simile all’indirizzo URP@minambiente.it)

Carta canta

tutta colpa degli americani, come al solito...

Ieri ho fatto un paio di lezioni sul clima in una scuola superiore della “bassa”, tra Bologna e Ferrara. A parte lo sconcerto per il livello di maleducazione che hanno raggiunto i ragazzi e per il totale calamento di braghe degli insegnanti, che sembravano figure spente e senza alcuna autorevolezza, quel che mi ha colpito in verità è la difficoltà a far comprendere ai giovani che la vita cosiddetta “normale” in realtà di normale non ha più niente. Un gesto banale di un ragazzo, che tirava fuori dalla tasca un fazzolettino di carta per soffiarsi il naso e poi buttarlo via, mi è servito da pretesto.

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Progresso o regresso?

si chiama Xingu, ma non è cinese

Il Brasile è una delle cosiddette potenze emergenti, ma sta pagando il suo sviluppo economico a due cifre al prezzo di grandi distruzioni. Un esempio è la diga di Belo Monte, in costruzione sul fiume Xingu, uno dei più importanti nel bacino del Rio delle Amazzoni. Il sito del Guardian pubblica un’impressionante galleria di immagini riprese dall’aereo che dimostrano le devastazioni in corso. Nel caso vi sorga l’obiezione che in fondo si tratta di idroelettrico, quindi un modo rinnovabile e pulito di produrre energia, migliore delle energie fossili, ricordate che numerosi studi indicano come in ambienti tropicali i bacini artificiali costituiti sbarrando il corso dei fiumi siano fonte di grosse emissioni di metano, un gas serra 25 volte più potente della CO2. La principale fonte di metano è la vegetazione sommersa e in putrefazione all’interno del bacino artificiale. Le quantità emesse sono piuttosto impressionanti, pari a circa un quarto di tutto il metano emesso in atmosfera ad opera dell’uomo (le altre fonti sono risaie, bovini e altri ruminanti allevati, fughe di gas dalle miniere e dai gasdotti). Non è proprio una buona pubblicità per i brasiliani, ora che siamo prossimi alla conferenza mondiale Rio+20.

 

Gli inglesi si fanno di gas

"quel che dico lo dico solo per dire poi faccio il contrario"

E’ ormai quasi ufficiale, secondo il Guardian in Inghilterra il governo sta per dare il via alle perforazioni del territorio alla caccia del gas di scisto con la tecnologia del “fracking”, consistente nell’attaccare con poderosi getti d’acqua sotterranei gli scisti per liberare il gas naturale che trattengono. E’ una tecnica contestatissima, ma per i conservatori evidentemente va benissimo. Anche se ci sono inquinamenti chimici delle acque sotterranee, fughe del potente gas serra metano in atmosfera, e persino se questo assalto al gas genera dei terremoti! Si parla dell’apertura di circa duemila pozzi, uno scenario da Arabia Saudita trasferito nelle verdi campagne d’Inghilterra. Verdi poi mica tanto: sono mesi che in Inghilterra c’è una siccità senza precedenti (anche se in questi giorni un po’ di sollievo c’è grazie a qualche pioggia). Per completare il quadro i conservatori hanno deciso di sospendere la norma che imponeva di rendere energeticamente efficienti, e dunque anche più economiche da gestire, le verande chiuse (extensions) che ora va di moda aggiungere alle case per avere un po’ di spazio in più per sé e per le piante. Alla faccia del “green deal”!

Le buone notizie, le cattive notizie

Professò, quand'è che si comincia a governare davvero?

L’Italia sembra finalmente avviata sul cammino giusto. Già dal 2010 più di un terzo dell’energia elettrica consumata proveniva da fonti rinnovabili. Le centrali fotovoltaiche allacciate alla rete hanno recentemente superato la potenza di 13 gigawatt. Anche per questo, oltre che per la crisi economica, da qualche anno le emissioni di gas serra sono in drastico calo, tanto che l’obiettivo di Kyoto (tagliare del 6,5% rispetto al livello del 1990) sembra a portata di mano, e forse anche quello europeo (entro il 2020 tagliare del 17% rispetto al 1990). Sono tutte buone notizie, che purtroppo non hanno la dovuta circolazione tra gli italiani, preoccupati quasi solo per l’aumento della benzina e la disoccupazione galoppante.
Le cattive notizie sono invece che circolano strane bozze del quinto conto energia (che stabilisce i prossimi incentivi) forse prodotte in ambito Enel (che intanto si ostina a bruciare carbone nelle sue centrali), che continuano campagne pubblicitarie come quella Sorgenia (“l’energia sensibile”) che illudono i consumatori sulle effettive caratteristiche rinnovabili di quell’azienda (in realtà inferiori alla media nazionale, come si legge sul loro stesso sito alla voce mix energetico).
Più in generale le cattive notizie sono che il governo non si occupa di clima, ambiente ed energia ma soprattutto di soldi, tagli e articoli 18 vari, con effetti complessivamente deprimenti, oltre che recessivi. Sarà mica ora di cambiare?

Sfamare cani e gatti, i cristiani invece no

sto meglio io di tanti africanetti...

Qualche volta si risvegliano in me sacri furori, in particolare quando assisto sbalordito alle sempre più patinate pubblicità di cibo per animali alla televisione. Non bastano le bottigliette di plastica per bere un sorso d’acqua, i fogli di carta assorbente vergine per asciugare un po’ di bagnato, i quintali di plastica con cui avvolgere ogni singola mela, adesso il nostro caro padronato vuole convincerci che nulla ci renderebbe più felici che un bel carico di confezioni monodose di diete feline e canine, pubblicizzate con lo stesso zelo del cibo per bambini. Ma voi non ci vedete un segnale di decadenza micidiale, una sorta di basso impero al tramonto, un’aria da Maria Antonietta che propone le brioche al popolo che chiede pane? Ma cosa pensano di noi quelli che dall’Africa vedono le nostre trasmissioni sui canali satellitari? Sti italiani, se si occupano con tanto amore dei loro cani e gatti ci daranno ben una mano anche a noi che cerchiamo pane e lavoro? Eh no cari, voi mica siete di razza siamese a pelo lungo, non fate mica ron ron sul divano, a voi mazzate, al gattino bello tanti bei bocconcini. Ma vaffa…!

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